Incendi nell’aquilano, trovato un innesco a Roio: indaga la Polizia

4 Agosto 2026
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Dopo due settimane d’inferno e 1.600 ettari inceneriti tra Lucoli e il capoluogo, comincia la bonifica. Nuovi roghi nella Marsica a Pescina e Collarmele. L’ombra dei piromani dietro il disastro

L’AQUILA – Potrebbe esserci la mano dell’uomo dietro gli incendi che hanno colpito l’aquilano nelle ultime due settimane. Mentre la popolazione tira un sospiro di sollievo per il contenimento del devastante rogo che dal 22 luglio ha colpito Lucoli risalendo fino alle frazioni di Roio e Bagno, dagli accertamenti sul campo giunge un’indizio sulla possibile natura del rogo.

Gli investigatori della Squadra Volante e della Polizia Scientifica hanno infatti rinvenuto un innesco sulla montagna di fronte all’abitato di Roio Piano, in una località denominata “Ceracittu“. Un elemento che sposta bruscamente l’attenzione dall’emergenza climatica al fascicolo della Procura.

Le fiamme, alimentate per giorni da temperature torride e raffiche di vento mutevoli, hanno risalito i crinali mandando in cenere circa 1.600 ettari di pascoli d’alta quota e boschi secolari.

La situazione attuale è sotto controllo ma il livello di guardia resta altissimo. Nella giornata di oggi le operazioni sono interamente concentrate sulla bonifica a terra: le squadre setacciano la vegetazione bruciata per individuare e spegnere i focolai sotterranei che, favoriti dal caldo e dal vento, rischierebbero di riattivare istantaneamente il fronte del fuoco.

Per arginare gli incendi è servito un dispiegamento imponente e coordinato di risorse. Nei cieli dell’aquilano hanno operato a ritmo battente ben cinque Canadair e un elicottero della Protezione Civile, impegnati in continui e frenetici pescaggi d’acqua tra i laghi di Campotosto e del Salto. Parallelamente, sul campo si è mossa una vera e propria task force composta da 35 Vigili del Fuoco, 50 volontari della Protezione Civile e 20 militari dell’Esercito Italiano, questi ultimi decisivi nel tracciare piste tagliafuoco per frenare l’avanzata delle fiamme e proteggere i centri abitati.

Mentre nell’Aquilano la situazione si avvia gradualmente verso la fase della bonifica, l’emergenza si sposta ora nella Marsica, dove si lavora su diversi fronti aperti. A Pescina, un incendio verosimilmente innescato dalla caduta di un fulmine sul Monte Parasano ha richiesto l’intervento d’urgenza di un Canadair unitamente alle squadre di terra.

Non meno critica la situazione a Collarmele, dove le fiamme hanno divorato la vegetazione nella zona di Fonte del Vallone rendendo necessario il supporto dei mezzi aerei. Fortunatamente, interventi tempestivi hanno permesso di spegnere sul nascere i focolai sul Monte Salviano e ad Aielli.

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