L’assessore replica all’opposizione: «Nessun collegamento con l’estensione della raccolta porta a porta. Differenziata con noi al 60%, in precedenza era al 35%»
PESCARA – «Collegare l’aumento della Tari all’estensione del servizio di raccolta porta a porta nel centro di Pescara non è corretto»: l’assessore Claudio Croce replica alle accuse della minoranza. «Mistifica la realtà», dice Croce ai consiglieri di centrosinistra. «Sono diverse le voci che comportano un aumento della Tari», spiega l’assessore, «e non sono collegate direttamente ai costi di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti e di spazzamento della città quanto al recupero di conguagli di natura inflattiva, ad ammortamenti per investimenti già effettuati, ai costi previsionali per l’officina interna di Ambiente e per l’acquisto e il noleggio di veicoli, all’adeguamento del contratto collettivo di lavoro».
«È vero che il servizio sta vivendo una naturale fase di rodaggio, ma è anche vero che per far funzionare bene il servizio stesso serve la collaborazione di tutti i cittadini», continua Croce, «se fino ad oggi la maggior parte delle persone si è adeguata, c’è ancora chi conferisce male i rifiuti o li getta direttamente in strada, creando discariche a cielo aperto, specie nelle zone periferiche. Stiamo lavorando, con la polizia locale e gli ispettori di Ambiente, per individuare e sanzionare chi sporca, anche grazie alle telecamere. che saranno implementate, e siamo certi che questo tipo di attività darà i suoi frutti anche a scopo preventivo».
Croce annuncia a breve una isola ecologica in via Umbria, la sesta in centro, campane per vetro e organico in via Genova e l’ecoisola di via Bologna. Per potenziare il servizio inoltre è stato ottenuto un finanziamento della Regione per l’informatizzazione e l’acquisto di nuove campane. L’assessore comunque evidenzia che «la raccolta differenziata ha raggiunto quasi il 60% e Pescara non si discosta da altri centri, per risultati raggiunti e per tariffe».
«Peccato», conclude sarcasticamente Croce, «che il centrosinistra non ricordi i tremila cassonetti maleodoranti di prima, pieni ad ogni ora, anche in corso Umberto che rientra nel processo attuale di estensione del porta a porta. Allora la raccolta differenziata era al 35% a Pescara, per cui dovrebbe essere chiaro anche al centrosinistra che abbiamo voluto promuovere un salto di qualità che, però, deve essere collettivo».