Il sindacato insorge sulla vicenda dei 28 Oss prima contrattualizzati dall’Azienda sanitaria teatina e poi lasciati senza lavoro dopo il ritiro della graduatoria da parte della Asl Pescara
CHIETI – Una procedura che si trasforma in paradosso, con 28 operatori socio‑sanitari (Oss) prima assunti e poi licenziati nel giro di pochi giorni. È la denuncia della Fp Cgil Abruzzo Molise e della Fp Cgil Chieti, che parlano apertamente di una situazione “degna di Samuel Beckett e del teatro dell’assurdo”, tanto è surreale la sequenza degli eventi.
La Asl Chieti – spiegano i sindacalisti Luca Fusari e Giuseppe Rucci – aveva attinto dalla graduatoria della Asl Pescara, ceduta formalmente da quest’ultima, per procedere all’assunzione degli Oss necessari. “Fin qui tutto bene, le lavoratrici e i lavoratori sono assunti, firmano il contratto e iniziano a lavorare”, dicono Fusari e Rucci. Poi, l’imprevisto: la Asl Pescara ritira la cessione della graduatoria e Chieti, di conseguenza, procede alla rescissione dei contratti già firmati.
“E dei dipendenti? Delle loro famiglie? Delle scelte di vita fatte confidando sul posto di lavoro? Niente”, attaccano i sindacalisti, denunciando l’assenza di qualsiasi tentativo di soluzione. “Le persone diventano solo risorse che adesso cessano di essere”
La Fp Cgil annuncia che rappresenterà in giudizio i lavoratori coinvolti e chiederà un incontro con l’Assessorato regionale, oltre a sanzioni per i comportamenti delle aziende sanitarie. “È già difficile trovare personale sanitario e poi quando si trova che facciamo? Rescindiamo. Se questa è una buona pratica, ditemelo voi”, concludono i sindacalisti.