Gama di Ancarano verso la chiusura, 27 lavoratori a rischio: i sindacati chiedono un confronto urgente

24 Luglio 2026
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Dopo l’avvio della procedura di licenziamento collettivo, assemblea dei dipendenti. Filctem Cgil e Ugl: «Servono soluzioni alternative e un intervento delle istituzioni»

Si apre una nuova crisi occupazionale nel Teramano. Lo stabilimento Gama di Ancarano, che produce pastiglie per freni per il settore automobilistico, si avvia verso la chiusura e per i 27 dipendenti è stata avviata la procedura di licenziamento collettivo.

La decisione è stata comunicata dall’azienda alle organizzazioni sindacali il 15 luglio. Da quel momento Rsu, Filctem Cgil e Ugl hanno aperto il confronto con i lavoratori, riuniti in assemblea il 23 luglio per valutare le possibili iniziative da intraprendere.

L’obiettivo, spiegano i sindacati, è evitare che la cessazione dell’attività rappresenti l’unico sbocco della vicenda. Per questo chiedono il ritiro dei licenziamenti, l’elaborazione di un piano industriale che consenta di mantenere la produzione ad Ancarano e, qualora fosse necessario ridurre l’organico, l’utilizzo di strumenti volontari che limitino le ricadute sociali.

Secondo Filctem Cgil e Ugl, la situazione affonda le radici negli anni successivi all’acquisizione dell’azienda da parte del Gruppo Lpr di Piacenza. In quel periodo era stato annunciato un progetto di rilancio e il trasferimento di alcune lavorazioni aveva garantito la continuità dello stabilimento. Da allora, però, sostengono le organizzazioni sindacali, non sarebbero arrivati ulteriori investimenti né sugli impianti né sul personale.

I sindacati evidenziano inoltre di aver chiesto da tempo un tavolo di confronto in Regione Abruzzo per affrontare la crisi dello stabilimento, denunciando però la mancanza di disponibilità dell’azienda e un coinvolgimento delle istituzioni ritenuto insufficiente.

Al termine dell’assemblea i lavoratori hanno conferito mandato alla Rsu e alle segreterie sindacali di proseguire la trattativa con la direzione aziendale e di promuovere tutte le iniziative necessarie per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulla vertenza, nel tentativo di salvaguardare il futuro produttivo del sito e i livelli occupazionali.

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