La filiera culturale e creativa spinge l’economia abruzzese: nel 2025 il Core Cultura vale 749 milioni di euro

20 Luglio 2026
2 minuti di lettura
Filiera culturale e creativa in Abruzzo, i dati regionali dal rapporto Io sono cultura

Il rapporto Io sono cultura 2026 fotografa un Abruzzo in cui la filiera culturale e creativa è ormai una leva strutturale di sviluppo: valore aggiunto in aumento, occupazione in crescita, vocazioni territoriali distinte e un modello policentrico che non replica quello nazionale. Sturabotti (Symbola): «Una ricchezza diffusa che ora deve diventare pienamente sistema»

L’AQUILA – L’Abruzzo della cultura e della creatività non è un settore accessorio, ma un pezzo sempre più rilevante dell’economia regionale. È quanto emerge dal rapporto Io sono cultura 2026, presentato all’Università Mercatorum e realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, che analizza la filiera culturale e creativa italiana e ne traccia la mappa regionale. Nel 2025 il Core Cultura abruzzese – cioè le attività direttamente legate alla produzione di beni e servizi culturali e creativi – genera 749 milioni di euro di valore aggiunto, pari al 53,7% dell’intero Sistema Produttivo Culturale e Creativo regionale. Un ecosistema articolato, diffuso e con una configurazione originale rispetto al quadro nazionale.

«Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo in Abruzzo è in crescita», osserva Domenico Sturabotti, direttore di Fondazione Symbola. «Cultura e creatività generano valore non solo all’interno dei rispettivi settori, ma producono effetti positivi sull’intera economia e sulla società… Non è un caso che L’Aquila sia stata designata Capitale italiana della Cultura 2026».

In termini di incidenza del valore aggiunto culturale sul totale dell’economia, l’Abruzzo si colloca al dodicesimo posto in Italia e al secondo nel Mezzogiorno, preceduto solo dalla Campania. Il settore impiega 12.325 addetti nel Core Cultura e circa 23mila considerando anche gli Embedded Creatives, ossia le professionalità creative impiegate in altri comparti produttivi. Il valore aggiunto complessivo del Sistema Produttivo Culturale e Creativo regionale raggiunge 1,394 miliardi di euro, con una crescita del +28,9% nel quinquennio 2021-2025.

Il modello abruzzese è policentrico: ogni provincia contribuisce con una vocazione distinta. Pescara è il principale polo culturale regionale, con 230 milioni di euro di valore aggiunto e 3.786 occupati, sesto posto nazionale nella Comunicazione e settimo in Architettura e design. L’Aquila presenta il peso più elevato di Performing Arts, arti visive e patrimonio storico-artistico, con una crescita del valore aggiunto pari al +36,9% nel quinquennio, mentre Teramo si conferma polo regionale delle industrie creative digitali, con il comparto Software e videogiochi che vale il 23,2% del Core provinciale. Chieti registra un’incidenza culturale più contenuta sul totale dell’economia, ma si distingue per la forte specializzazione in Architettura e design, che supera il 31% del Core provinciale, e per la crescita occupazionale più alta del quinquennio (+9,8%).

La struttura produttiva del Core Cultura abruzzese mostra una combinazione di comparti consolidati e settori ad alto contenuto tecnologico. Architettura e design rappresentano il dominio principale, con 207 milioni di euro di valore aggiunto e 2.972 occupati, mentre Editoria e stampa si conferma secondo per dimensione economica e primo per occupazione, con 178,5 milioni di euro e 3.205 addetti. Anche il comparto Software e videogiochi registra numeri significativi, con oltre 103 milioni di euro di valore aggiunto e 1.664 addetti.

Il rapporto evidenzia come il sistema culturale abruzzese presenti una identità produttiva autonoma, fondata sulla forza delle professioni tecniche, sulla tradizione editoriale e su una distribuzione territoriale equilibrata delle vocazioni culturali. Secondo Sturabotti, la sfida ora è «costruire una maggiore consapevolezza, rafforzare le connessioni tra i diversi attori e trasformare questa pluralità di esperienze in un ecosistema capace di esprimere tutto il proprio potenziale».

Il Sistema Produttivo Culturale e Creativo è per l’Abruzzo una leva strategica di competitività, innovazione e attrattività. La capacità di integrare cultura, creatività e produzione, insieme alla distribuzione policentrica delle attività, rappresenta un vantaggio competitivo. La designazione dell’Aquila a Capitale italiana della Cultura 2026 è un’opportunità per consolidare questo modello “diffuso”, rafforzare le vocazioni territoriali e valorizzare un ecosistema che già oggi produce valore, occupazione e identità.

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