Nel nuovo monitoraggio Agenas migliorano i tempi per visite ed esami in gran parte d’Italia, ma la regione perde terreno soprattutto nei diagnostici
PESCARA – Le liste d’attesa mostrano segnali di miglioramento nella maggior parte delle Regioni, ma il quadro resta disomogeneo e non mancano arretramenti significativi. È quanto emerge dal Bollettino Agenas sull’andamento dei tempi di erogazione delle prestazioni, che fotografa un sistema in recupero ma ancora segnato da criticità diffuse, soprattutto su alcune realtà territoriali. In Abruzzo, in particolare, il dato resta sotto osservazione: la regione tiene nelle prime visite, ma arretra con decisione sul fronte degli esami diagnostici.
Sul versante delle prime visite, i risultati migliori si registrano in Basilicata, Marche, Lazio e Veneto, tutte sopra la soglia del 90 per cento di prestazioni garantite nei tempi previsti. L’Abruzzo si colloca al 73,5 per cento, in una fascia intermedia ma lontana dalle performance di testa, mentre spiccano i progressi di Liguria e Lombardia, che segnano i balzi in avanti più evidenti rispetto al 2025.
Più difficile la situazione degli esami diagnostici, dove solo Veneto, Campania, Basilicata e Marche superano il 90 per cento di rispetto dei tempi di garanzia. Anche qui l’Abruzzo resta nella parte bassa della graduatoria, con il 65,3 per cento, e fa segnare una brusca frenata rispetto all’anno precedente, pari a -10,8 per cento. Un dato che conferma come il nodo dell’accesso ai test continui a pesare sulla sanità regionale.
Il quadro nazionale
Nel complesso, il primo semestre del 2026 mostra comunque un sistema sanitario più capace di assorbire domanda e di rispondere con maggiore tempestività. Le prenotazioni sono salite da 13,3 a 14,9 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le prestazioni effettuate oltre i tempi previsti sono rimaste poco più di 30 mila, un numero contenuto rispetto al volume complessivo. Crescono anche le attività nei fine settimana, arrivate a 357 mila prestazioni, segno di una rete che prova ad ampliare l’offerta.
Migliora inoltre la gestione delle urgenze: l’81 per cento delle visite urgenti è stato effettuato entro tre giorni, contro il 77,7 per cento dell’anno precedente, e per le prestazioni brevi la quota sale all’80,2 per cento. Progressi analoghi riguardano anche gli accertamenti diagnostici, con un miglioramento sia per le urgenze sia per la classe B.
Abruzzo sotto lente
Per l’Abruzzo, però, il dato più rilevante è la distanza tra i risultati ottenuti su alcune classi di priorità e la frenata complessiva registrata nei test. Già a fine maggio la Regione aveva evidenziato come, nei primi quattro mesi del 2026, le prestazioni urgenti fossero state garantite nell’85,6 per cento dei casi, con valori sopra la media nazionale anche per alcune classi di visita. Il problema, come conferma il nuovo monitoraggio, resta la tenuta degli esami diagnostici e delle prestazioni meno urgenti, dove le criticità sono ancora aperte.