Tre nuove delibere arrivano in consiglio per coprire le spese dei ricorsi Tari 2013, 2016 e 2017, mentre il conto complessivo del contenzioso supera ormai i 310 mila euro.
ROSETO DEGLI ABRUZZI – Tre nuovi debiti fuori bilancio per 127 mila euro legati ai ricorsi Tari 2013, 2016 e 2017 approdano in consiglio comunale il 13 luglio. Si tratta delle spese di giudizio maturate dopo le condanne arrivate nei procedimenti avviati da stabilimenti balneari e campeggi.
A segnalarlo è la capogruppo di Liberi Progressisti Rosaria Ciancaione, che pone l’attenzione su un contenzioso che va avanti da anni e che ha già prodotto un costo complessivo di circa 310 mila euro per i cittadini. Nel comunicato si legge che «ad oggi, è costato ai cittadini rosetani circa 310 mila euro, di cui 200 mila per condanne alle spese disposte dalle sentenze delle Corti di giustizia di I e II grado e da ordinanze e decreti della Cassazione». A questi si aggiungono circa 110 mila euro per gli incarichi legali dell’ultima fase in Cassazione.
I gruppi di opposizione, M5S, Avs, Prc, Civici Progressisti e Un’Altra Idea di Roseto, contestano la scelta dell’amministrazione guidata dal sindaco Mario Nugnes, di ricorrere in Cassazione su 55 sentenze della Corte di giustizia tributaria di II grado, invece di puntare su una composizione dei contenziosi. Richiamano, inoltre, la mozione approvata all’unanimità nel maggio 2022 che prevedeva la restituzione di 800 mila euro ai cittadini per la Tari 2018, applicando la sentenza del Tar Abruzzo n. 83/2019.
Ciancaione, nella nota, parla di decisioni «dal sapore della temerarietà» e di un «elevatissimo onere per il bilancio comunale», e aggiunge che l’amministrazione Nugnes avrebbe iniziato a desistere dai ricorsi in Cassazione «forse anche per rilievi e osservazioni del collegio dei revisori», definendo il cambio di rotta «un ravvedimento tardivo».