Chieti, il Rendiconto 2025 chiude con un disavanzo “tecnico” da 23,3 milioni. Legnini: «Serve una norma speciale, dissesto tra i più complessi d’Italia»

10 Luglio 2026
2 minuti di lettura
Il sindaco di Chieti Giovanni Legnini e l’Assessore Manuel Pantalone

La Giunta ha approvato ieri lo schema del Rendiconto 2025: il disavanzo non deriva da nuove spese, ma dall’obbligo introdotto nel 2025 di accantonare integralmente il Fondo anticipazioni di liquidità. Senza la norma sopravvenuta, il Comune avrebbe registrato un avanzo di 1,6 milioni. Il sindaco Legnini: «Percorso di risanamento lungo e doloroso. Il 15 luglio al tavolo con Ministero dell’Interno, Mef e Anci»

CHETI – Il dato è pesante, ma la causa è normativa. La Giunta comunale ha approvato ieri lo schema di Rendiconto 2025, primo documento contabile rilevante dell’amministrazione Legnini. Il bilancio registra un disavanzo di 23,3 milioni di euro, interamente determinato dall’obbligo – introdotto nel 2025 dal Decreto legge n. 25 del 13 marzo 2025 – di accantonare integralmente il Fondo anticipazioni di liquidità (FAL), il debito accumulato dal Comune tra il 2013 e il 2020 attraverso anticipazioni mai restituite.

Fino allo scorso anno la legge consentiva di accantonare solo la quota annuale. La nuova norma ha invece imposto ai Comuni in dissesto di iscrivere a bilancio l’intera somma residua. Senza questa innovazione legislativa, il Rendiconto avrebbe chiuso con un avanzo di circa 1,6 milioni di euro.

Nonostante il disavanzo, non saranno necessarie misure di riequilibrio: la legge consente comunque il pagamento rateale decennale del FAL. Ma la criticità resta: per i prossimi dieci anni la gestione corrente sarà gravata da una rata annuale di 2,3 milioni, che si somma ai mutui esistenti per un onere complessivo di circa 6 milioni l’anno. Un peso che limita la capacità di programmazione e incide sull’erogazione dei servizi.

Per questo il Comune ha già avviato un’interlocuzione con il Ministero dell’Interno. Il 15 luglio è previsto un incontro con Anci e Mef per valutare soluzioni straordinarie.

«Il percorso di risanamento sta proseguendo, è ancora lungo e, va detto con onestà, è doloroso», afferma il sindaco Giovanni Legnini. «Il Comune sta facendo quello che deve, continuando l’opera di riorganizzazione e di risanamento finanziario, in particolare sul fronte delle entrate. Ma è necessario chiedere, e lo faremo già dalla prossima settimana, una modifica del quadro normativo nazionale che tenga conto della specificità e gravità della situazione di Chieti». Legnini aggiunge: «Quello di Chieti è, per complessità, uno dei dissesti più difficili d’Italia; la città ha l’urgente esigenza di uscirne e ritrovare la propria capacità programmatoria e di crescita».

A chiarire gli aspetti tecnici è l’assessore al Bilancio Manuel Pantalone: «Il Rendiconto 2025 conferma il mantenimento degli equilibri di gestione: non vi è stato alcun ricorso all’anticipazione di tesoreria e il risultato di amministrazione, prima degli accantonamenti, presenta un saldo positivo». Pantalone precisa che «il dato della parte disponibile negativa, pari a circa 23,3 milioni, è determinato dalla reiscrizione contabile del Fondo anticipazioni di liquidità. Non si tratta di una nuova spesa né di una scelta gestionale imputabile a questo esercizio. Al netto di tale effetto contabile, il risultato sarebbe stato positivo per circa 1,6 milioni». E conclude: «Continueremo a lavorare con rigore e trasparenza, affinché ai Comuni impegnati in percorsi di risanamento sia riconosciuto lo spazio necessario per non trasformare in un ulteriore vincolo ciò che è già oggetto di un rimborso pianificato nel tempo».

Altro da

Non perdere