Uffici di prossimità in Abruzzo, bilancio positivo a nove mesi dall’avvio

9 Luglio 2026
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Uffici di prossimità Santangelo

L’assessore Santangelo annuncia il piano per l’ampliamento del servizio nelle aree interne dopo la scadenza dei fondi ministeriali a settembre. Dal mese di ottobre la gestione passerà interamente agli enti locali

PESCARA – A nove mesi dall’avvio della rete degli uffici di prossimità in Abruzzo, amministratori e dirigenti regionali si sono riuniti a Pescara per un primo monitoraggio tecnico. L’incontro ha offerto l’occasione per fare il punto su questo innovativo progetto, fortemente voluto dal Ministero della Giustizia, al quale le Regioni hanno garantito il proprio supporto concreto istituendo sportelli dedicati nei comuni di medie e grandi dimensioni.

L’assessore regionale Roberto Santangelo ha aperto i lavori sottolineando: «L’obiettivo principale è portare la giustizia vicino ai cittadini, creare cioè tutte quelle condizioni per garantire un servizio stabile e affidabile in grado di rispondere a precise esigenze. E lo abbiamo fatto disincagliando un progetto che era fermo da anni, dando la nostra totale disponibilità al ministero della Giustizia. I risultati stanno arrivando, ma soprattutto sta emergendo nella popolazione la convinzione di avere a disposizione un servizio sotto casa».

Attualmente sul territorio nazionale si contano circa trecento uffici di prossimità operanti in quattordici regioni, diciannove dei quali sono attivi proprio in Abruzzo. Si tratta di strutture strategiche, in molti casi collegate direttamente agli uffici comunali, che garantiscono prestazioni cruciali in materia di volontaria giurisdizione. Questi sportelli offrono il supporto indispensabile per tutte quelle pratiche di giustizia che non richiedono l’assistenza tecnica e giuridica di un avvocato e che, di conseguenza, possono essere avviate e istruite autonomamente dal cittadino stesso.

Il progetto abruzzese, finanziato congiuntamente dai Ministeri della Giustizia e della Coesione territoriale, giungerà alla sua naturale scadenza alla fine di settembre e a partire dal mese di ottobre la gestione operativa passerà direttamente nelle mani degli enti locali.

Guardando al futuro della rete, l’assessore Santangelo ha infine delineato le linee programmatiche per la prossima fase: «La nostra idea è di potenziare il servizio sul territorio cercando di ampliare il numero degli uffici in modo da garantire servizi nelle aree interne e nei comuni montani. Questo disegno nasce però da un nuovo modo di concepire l’ufficio di prossimità come ufficio intorno al quale far ruotare alcuni servizi importanti rivolti al cittadino. Penso alla possibilità di intermodalità con gli Ambiti sociali territoriali, primi erogatori di servizi sociali sul territorio, oppure all’erogazione di servizi integrati sociosanitari una volta che partirà il processo di integrazione, ma anche alla possibilità di concentrare altri servizi differenziati a seconda della peculiarità del territorio». 

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