Gli operatori e l’associazione Pescara Brillante vogliono il ripristino dei vecchi bidoni: «Problemi igienici e regolamento comunale violato». Sola (M5S) porta il caso in commissione
PESCARA – Scoppia una nuova battaglia nella guerra attorno al mercato ittico tra l’amministrazione del sindaco Carlo Masci e gli operatori della struttura. In questi giorni sono le nuove modalità di smaltimento dei rifiuti a rinfocolare il conflitto, finora incentrato soprattutto sullo spostamento del mercato nell’ex biglietteria della banchina sud.
Da ieri, come comunicato il 30 giugno agli addetti ai lavori con una lettera del direttore del mercato Ugo Toppi e della dirigente Federica Mansueti, è in vigore il nuovo sistema di smaltimento: via i grossi bidoni all’esterno e al loro posto cassonetti più piccoli all’interno e obbligo di conferire polistirolo e scarti della lavorazione nelle isole ecologiche di via Pepe, via Bologna o via Pasolini.
Una decisione scaturita da «un confronto con Ambiente», perché «nonostante il costante e frequente passaggio giornaliero garantito, il continuo e abbondante conferimento dei rifiuti di ogni genere, organici e non, genera un forte degrado igienico-ambientale per le aree limitrofe nonché per gli operatori ecologici stessi».
Una scelta bollata come provvedimento assurdo e illegittimo dagli operatori, che minacciano vie legali. E a loro si aggiunge la minoranza consiliare, con il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola, che porta il caso in commissione Controllo e garanzia, di cui è presidente.
La prima levata di scudi, immediata, è arrivata dagli operatori e dall’associazione Pescara Brillante, che già non sta facendo sconti sul progetto di trasferimento e, appena dieci giorni fa, ha nuovamente manifestato davanti al municipio.
Il presidente Valerio Ciroli e il vicepresidente Marco Nuccitelli parlano di «disegno preordinato non a risolvere i problemi del decoro, ma a generare deliberatamente disservizio ed esasperazione sociale. Se il Comune non sospenderà la disposizione, l’associazione tutelerà i diritti della categoria in ogni sede giurisdizionale competente».
C’è poi la questione della legittimità sollevata dall’avvocato Federica Liberatore, che assiste l’associazione. Qui ci sarebbe una «palese violazione del regolamento comunale per il mercato ittico, approvato in consiglio comunale nel novembre 2010. Tra i servizi essenziali che il Comune deve tassativamente garantire rientrano la pulizia e, soprattutto, lo smaltimento dei rifiuti di origine animale. Gli operatori pagano già canoni e tariffe proprio per l’erogazione di queste prestazioni strutturali».
A dare sostegno dentro palazzo di città agli operatori arriva il Movimento 5 Stelle, che chiede ripristino dei cassonetti e apertura immediata di un tavolo di confronto. Sola ha convocato una seduta sulla questione: «Gli uffici del settore non hanno il potere di smantellare o arretrare i servizi minimi garantiti dal regolamento comunale del 2010. Modificare le regole scavalcando l’aula e la commissione consultiva è probabilmente un atto illegittimo».
Oltre ai vizi di forma e a quelli ambientali, c’è poi «il rischio di danno erariale e patrimoniale a cui l’amministrazione sta andando incontro. Pescara Brillante ha già formalizzato una dura diffida e messa in mora: se l’ente non fa subito un passo indietro, il Comune rischia di trovarsi a fronteggiare una pesante azione legale per interruzione di pubblico servizio e risarcimento danni».
Questo nuovo scontro arriva dopo la manifestazione di sabato 27 giugno, alla quale è seguita l’immediata risposta di Masci, sul trasferimento del mercato ittico dalla storica sede della banchina nord a quella sud, nell’ex biglietteria giudicata inadeguata per questioni di spazio, tecniche e igieniche. Senza dimenticare la denuncia della mancanza di ascolto, pure ribadita durante il corteo che dal mercato ha raggiunto il municipio.
Masci di contro ha ribadito che non è mai mancato «costante ascolto di tutti», e che al trasloco hanno detto sì i pescaresi, in quanto era tra «gli obiettivi del programma elettorale scelto dagli elettori per tre tornate consecutive». Una scelta arrivata dopo un «percorso amministrativo, tecnico e di confronto avviato circa cinque anni fa, che ha ottenuto tutte le autorizzazioni previste», per una «nuova struttura adeguata alle esigenze e dotata di tecnologie moderne».