Il critico musicale presenta all’Auditorium Flaiano il volume che ricostruisce un secolo di orchestre jazz italiane, tra pionieri, scuole, arrangiatori e nuove scene. “Un universo decisivo, spesso meno noto, della nostra storia musicale”
PESCARA – Le big band italiane come colonna portante – e talvolta nascosta – della storia del jazz nazionale. È il cuore di The Big Band Theory, il nuovo libro di Alceste Ayroldi, pubblicato da minimum fax, che sarà presentato mercoledì 15 luglio alle 19, nella Sala Conferenze dell’Auditorium Flaiano, nell’ambito di Pescara Jazz. A moderare l’incontro sarà Angelo Valori, direttore artistico del festival.
Ayroldi parte da un presupposto chiaro: le grandi orchestre hanno segnato un percorso fondamentale del jazz italiano, spesso lontano dai riflettori ma decisivo per la crescita del linguaggio, delle scuole e delle professionalità. Il titolo del volume, che gioca sul richiamo alla sitcom The Big Bang Theory, introduce un viaggio che attraversa un secolo di musica: dalle prime esperienze del Novecento alla scena contemporanea.
Il libro ricostruisce l’evoluzione delle big band attraverso l’avanzamento dei mezzi di registrazione, la crescita della produzione orchestrale e l’apertura verso linguaggi nuovi, con il jazz capace di conquistare progressivamente uno spazio riconoscibile nel panorama musicale italiano. Uno snodo cruciale è la fine degli anni Cinquanta, quando a Milano nasce la prima scuola italiana di musica dedicata al jazz, fondata da Giorgio Gaslini, tra i primi a riconoscere al genere la stessa dignità della musica classica.
The Big Band Theory raccoglie le interviste a sedici direttori e fondatori di big band italiane, ricostruendo la genesi delle orchestre, le collaborazioni internazionali e anche gli aspetti giuridici ed economici legati alla vita di queste formazioni. Tra le testimonianze figurano quelle di Angelo Valori, Mario Corvini, Pino Jodice, Enrico Intra, Massimo Nunzi, Stefano Mastruzzi, Ferdinando Faraò e Riccardo Brazzale.
Il volume dedica inoltre un focus alla nascita e allo sviluppo della scena jazz a Palermo, con particolare attenzione all’esperienza dell’Orchestra Jazz Siciliana, raccontata attraverso le voci di Ignazio Garsia, Domenico Riina, Vito Giordano e Antonino Pedone.
Ayroldi, critico musicale, saggista e docente, collabora con la rivista Musica Jazz ed è editor manager della webzine Jazzitalia. Con questo libro offre una ricognizione ampia e documentata su un mondo che ha contribuito a definire l’identità del jazz italiano, tra memoria, innovazione e nuove prospettive.