Venerdì “Aspettando i Saldi” con negozi aperti fino a mezzanotte, sabato piazza Martiri ospita il concerto di Franco Di Donatantonio tra centinaia di candele
TERAMO – Due serate per riportare i cittadini nel cuore di Teramo e sostenere il commercio del centro storico. Il Consorzio Shopping Teramo Centro lancia un doppio appuntamento che accompagnerà il primo weekend di luglio tra acquisti, intrattenimento e musica.
Si parte domani, venerdì 3 luglio, con una nuova edizione di “Aspettando i Saldi”: i negozi resteranno aperti fino a mezzanotte con esposizioni all’esterno e, in alcuni casi, iniziative dedicate e gadget per i clienti. Sabato 4 luglio, invece, alle 21, piazza Martiri sarà trasformata da centinaia di candele grazie al format “Candle Experience”, che farà da cornice al concerto del pianista Franco Di Donatantonio.
«Resistiamo, manteniamo accese le luci delle vetrine, per dare il senso di una città che vive. Vogliamo far tornare il centro quello di una volta. Vediamo che comunque le famiglie stanno tornando qui, a godere del centro storico. Lo vediamo un po’ più popolato. Sicuramente l’aiuto lo danno anche iniziative come questa, tutto ciò che può riguardare il commercio incentiva le persone a venire qui», ha dichiarato la presidente del Consorzio, Franca La Brecciosa.
L’iniziativa nasce anche per valorizzare il periodo immediatamente precedente ai saldi estivi. «Abbiamo lanciato l’iniziativa “Aspettando i saldi” perché i giorni che li precedono sono appetibili. A livello nazionale invece abbiamo lanciato una petizione perché i saldi vengano spostati nei periodi idonei e quindi a fine stagione, in questo caso fine agosto come una volta», ha spiegato.
Guardando al futuro del centro storico, il Consorzio rilancia anche la proposta di attrarre grandi marchi della distribuzione. «Abbiamo anche invitato il comune a mettersi in contatto con multinazionali affinché aprano nel centro storico, come ad esempio il gruppo Zara o H&M. Per noi non sarebbe concorrenza ma un motivo in più per far venire le persone in centro. Però non dobbiamo essere noi a chiamare, è il Comune che deve rendere la cosa appetibile», ha concluso La Brecciosa.