Consiglio comunale a Teramo: si approva la variazione di bilancio. È scontro sul gemellaggio con la città israeliana

26 Giugno 2026
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Una seduta di tensioni anche per il punto sulla revoca del gemellaggio con Rishon Le Zion: la Casa del Popolo appende uno striscione

TERAMO – Il consiglio comunale di Teramo ha approvato la variazione al bilancio di previsione 2026-2028, ma la maggioranza continua a mostrare le sue crepe. Il provvedimento è passato con 18 voti favorevoli, 8 contrari e due astensioni, quelle dei consiglieri Valentina Papa (gruppo misto) e Simone Mistichelli (Italia Viva), che confermano le distanze già emerse nelle scorse settimane.

L’astensione più politica è stata quella di Mistichelli, che ha ribadito l’appoggio esterno del partito alla giunta D’Alberto, lamentando la mancanza di condivisione con il consiglio comunale. «Il nostro è un appoggio esterno e oggi mi astengo. È un voto di fiducia per permettere alla macchina amministrativa di andare avanti, ma la fiducia deve essere reciproca. Molte volte vengo a conoscenza delle cose dalla stampa. Manca la comunicazione tra di noi, che è l’abc. Come consigliere voglio essere propositivo, ma dall’altra parte deve esserci condivisione. Invece noi non sappiamo mai niente».

Nessuna sorpresa anche per la posizione di Valentina Papa, ormai nel gruppo Misto dopo l’uscita da Insieme Possiamo, il gruppo riconducibile al sindaco D’Alberto. La consigliera aveva già motivato la scelta nelle scorse settimane, prendendo le distanze da quello che aveva definito un modo di amministrare non più in linea con le aspettative degli elettori, né quindi con le sue.

Quello sulla votazione non è stato però l’unico momento traballante. La seduta è stata anche segnata dalle tensioni legate alla proposta di revoca del gemellaggio con la città israeliana di Rishon Le Zion. Alcuni attivisti della Casa del Popolo hanno esposto infatti uno striscione con la scritta: «Chi si oppone alla revoca del gemellaggio, è complice del genocidio».

L’iniziativa ha acceso immediatamente il confronto politico. Il consigliere della Lega Berardo Rabbuffo ha chiesto la rimozione dello striscione, sostenendo che non fosse ammissibile consentire simili iniziative all’interno del consiglio comunale. Il presidente Sandro Melarangelo ha quindi disposto l’intervento della Polizia Locale in applicazione del regolamento, che prevede la rimozione di tutto ciò che possa arrecare disturbo al corretto svolgimento del consiglio. Dalla maggioranza sono però arrivate proteste, con il consigliere Bartolini che ha contestato la decisione: «Perché si deve rimuovere? A me non dà fastidio».

Poco dopo lo stesso Rabbuffo ha denunciato di essere stato apostrofato come “fascista” da alcuni esponenti della maggioranza, replicando in aula: «Con l’atteggiamento che mostrate il fascista non sono io, siete voi».

Il punto sulla revoca del gemellaggio però non è però arrivato al voto. La discussione è stata rinviata alla seconda convocazione del consiglio per la mancanza del numero legale.

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