Blitz della Squadra Mobile di Teramo scopre maxi serra della droga a Farindola: tre arresti

23 Giugno 2026
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Sequestrate 371 piante di marijuana coltivate in una struttura attrezzata su più piani: operazione scattata dopo il pedinamento da Teramo

TERAMO – Una vera e propria fabbrica della marijuana nascosta all’interno di un casolare apparentemente abbandonato. È quanto hanno scoperto gli agenti della Squadra Mobile di Teramo nel corso di un’operazione antidroga che ha portato all’arresto di tre cittadini albanesi di 36, 31 e 25 anni, accusati di detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

L’intervento è scattato nelle prime ore di venerdì 19 giugno nell’ambito di servizi mirati al contrasto del traffico di droga. Gli investigatori avevano notato movimenti sospetti da parte di uno degli indagati e hanno deciso di seguirlo fino a una zona isolata al confine tra le province di Teramo e Pescara, nel territorio di Farindola.

L’uomo si è fermato davanti a un casolare ed è entrato per alcuni minuti. Una volta uscito è stato controllato dagli agenti, che hanno trovato in suo possesso la chiave del lucchetto che proteggeva l’ingresso dell’edificio. La porta, però, risultava chiusa dall’interno, circostanza che ha fatto ipotizzare la presenza di altre persone.

A quel punto i poliziotti hanno fatto irruzione nello stabile, sorprendendo altri due connazionali che, secondo l’accusa, custodivano una vasta coltivazione di marijuana distribuita in più stanze e su diversi livelli dell’immobile. All’interno era stata ricavata anche una piccola area con posti letto destinata ai guardiani. Per accedere alla struttura sarebbe stato necessario utilizzare un messaggio in codice.

La serra era stata realizzata con attrezzature altamente specializzate: tende per la coltivazione indoor, sistemi di ventilazione e filtraggio dell’aria, inverter, 54 ventilatori e 84 lampade alogene. Nel casolare sono state trovate 187 piante di marijuana alte circa un metro e settanta, già in fase avanzata di crescita, oltre a 184 piantine più piccole, per un totale di 371 esemplari. Sequestrati anche fertilizzanti, terriccio, argilla espansa e tutto il materiale utilizzato per la coltivazione, oltre all’intero immobile.

I tre arrestati dovranno rispondere anche di furto aggravato. Gli accertamenti hanno infatti evidenziato che l’energia elettrica necessaria ad alimentare la serra veniva prelevata abusivamente attraverso un allaccio diretto a un traliccio presente nelle vicinanze.

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