La storia di Lorenzo, grande fan del cantautore: tutto pieno nel settore per disabili, non può entrare pur avendo comprato il biglietto
ROSETO DEGLI ABRUZZI – Mancano poche settimane al grande appuntamento del 4 luglio a Tor Vergata, dove Ultimo è pronto a radunare circa 250mila persone per quello che è già stato ribattezzato il “raduno degli Ultimi”. Un evento attesissimo da fan provenienti da tutta Italia. Tra loro c’è anche Lorenzo, giovane di Roseto degli Abruzzi con disabilità riconosciuta ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104, che da mesi sognava di partecipare al concerto insieme alle sue due cugine.
I tre erano riusciti ad acquistare i biglietti per assistere all’evento. Una storia come tante, almeno all’apparenza. Per Lorenzo, però, quel biglietto non basta.
A causa della sua condizione, infatti, non può accedere al concerto come un qualsiasi altro spettatore. Per partecipare deve necessariamente passare attraverso la procedura riservata alle persone con disabilità, che prevede un settore dedicato, posti contingentati e l’ammissione di un solo accompagnatore. Una graduatoria basata sulla gravità dell’invalidità e sull’ordine cronologico delle richieste.
Ed è qui che nasce il problema. Lorenzo ha presentato domanda, ma non è rientrato tra gli ammessi. Una beffa che pesa ancora di più perché il giovane aveva già acquistato il proprio biglietto.
«Io non voglio togliere il posto a nessuno», spiega in un video diffuso sui social. «Ho comprato il biglietto proprio perché volevo assicurarmi la possibilità di partecipare. Non chiedevo agevolazioni. E invece oggi mi ritrovo a non poter entrare in nessun modo».
«Anche se fossi stato ammesso nel settore disabili, avrei comunque dovuto scegliere una sola accompagnatrice. Mi chiedo se sia davvero inclusione. Se organizzo un’esperienza con le mie cugine, perché dovrei essere separato da loro e assistere al concerto da un’altra parte?».
L’amarezza nasce proprio da questa contraddizione. Da una parte un sistema pensato per garantire accessibilità, dall’altra la sensazione di essere escluso da quella normalità che Lorenzo rivendica con forza.
«Non voglio trattamenti speciali, ma il contrario. Vorrei poter utilizzare il biglietto che ho pagato e vivere il concerto insieme alle persone con cui ho deciso di andarci. Esattamente come farebbe chiunque altro».
Una vicenda che solleva interrogativi destinati ad andare oltre il caso personale di Lorenzo: è giusto che una persona con disabilità, pur avendo acquistato regolarmente un biglietto, non possa accedere all’evento se non rientra in una graduatoria dedicata? E soprattutto, l’inclusione passa davvero attraverso spazi separati e la possibilità di avere accanto una sola persona scelta tra amici e familiari?
Domande che oggi arrivano da Roseto degli Abruzzi, ma che riguardano potenzialmente migliaia di persone e il modo stesso in cui vengono organizzati i grandi eventi pubblici.