Caporalato nel Teramano, operai in nero e sottopagati: imprenditore li minaccia con una pistola

15 Giugno 2026
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Denunciato un imprenditore del settore boschivo. L’indagine è partita dal racconto di un lavoratore che chiedeva il pagamento delle giornate svolte

TERAMO – Lavoratori impiegati in nero, compensi non versati integralmente e persino presunte minacce con una pistola. Sono gli elementi emersi da un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Teramo e coordinata dall’Autorità giudiziaria, che ha portato alla denuncia di un imprenditore operante nel settore boschivo.

Le accuse ipotizzate nei suoi confronti sono quelle di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, il cosiddetto caporalato, e minaccia aggravata mediante l’uso di un’arma.

L’inchiesta ha preso avvio dalla denuncia di un lavoratore comunitario che avrebbe svolto attività di boscaiolo alle dipendenze dell’imprenditore. Secondo quanto riferito, per ogni giornata lavorativa era stato concordato un compenso di 100 euro che però non sarebbe stato corrisposto integralmente. Alle richieste di pagamento delle somme ancora dovute sarebbe seguita una minaccia con una pistola.

Gli approfondimenti investigativi avrebbero consentito di individuare anche altri due lavoratori impiegati tra marzo e aprile in condizioni ritenute irregolari. Entrambi avrebbero dichiarato di aver accettato di lavorare in cambio di una paga giornaliera e della disponibilità di un alloggio fornito dal datore di lavoro, senza tuttavia ricevere l’intero compenso pattuito.

Nel corso delle perquisizioni i militari hanno sequestrato una pistola ad aria compressa in ferro trovata nella camera da letto dell’indagato. L’arma sarebbe compatibile con quella indicata dal denunciante come strumento utilizzato per le presunte intimidazioni.

Le verifiche hanno inoltre fatto emergere ulteriori irregolarità. L’attività imprenditoriale è stata sospesa per l’impiego di lavoratori in nero e per gravi violazioni della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui la mancata redazione del Documento di Valutazione dei Rischi.

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