Dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale un plafond da 50 milioni di euro per Comuni e Regioni. L’assessore Santangelo: «Investire nell’identità locale per contrastare lo spopolamento e generare crescita»
L’AQUILA – Un’iniezione di risorse fresche per dare nuova linfa al patrimonio storico, artistico e immateriale dell’Italia diffusa. Questo l’obiettivo di “Cultura Missione Comune 2026”, la nuova iniziativa promossa dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale S.p.A (ICSC), che mette sul piatto un plafond da 50 milioni di euro interamente dedicato agli Enti territoriali.
Il bando, attivo da oggi fino al prossimo 30 settembre, punta a sostenere Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni nella realizzazione di interventi di tutela, conservazione, digitalizzazione e valorizzazione dei beni pubblici. Lo strumento finanziario prevede l’accesso a mutui a tasso fisso con il totale abbattimento degli interessi per una durata fino a 10 anni.
L’iniziativa si inserisce in una cornice strategica che vede la stretta collaborazione tra l’ICSC, il Ministero della Cultura e le autonomie locali. Un’alleanza che mira a trasformare la tutela del patrimonio in un volano di sviluppo economico e coesione sociale, soprattutto per le aree interne del Paese.
A sottolineare la portata politica e sociale della misura è l’assessore alla Cultura della Regione Abruzzo, Roberto Santangelo: «Finanziare le progettualità culturali dei territori e il recupero del patrimonio italiano attraverso gli enti locali vuol dire investire nella loro identità e capacità di sentirsi sempre vivi. Valorizzare le bellezze che custodiscono significa rendere davvero la cultura motore di crescita economica e sociale».
Santangelo ha poi richiamato un concetto chiave per il futuro dei piccoli borghi italiani: quello della “restanza”. «La volontà di raddrizzare il destino delle nostre aree interne – ha spiegato l’assessore – parte proprio da qui: dall’investire per generare attrattività e voglia di vivere in aree meravigliose della nostra Italia. Le comunità locali devono essere il centro di una politica a favore della salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio».
La misura punta a una distribuzione equa e proporzionata delle risorse, riservando un occhio di riguardo per le realtà demografiche più piccole, che sono spesso custodi di inestimabili tesori artistici ma si trovano prive della liquidità immediata per valorizzarli. Proprio per questo, i tetti massimi dei finanziamenti a tasso zero sono stati calibrati sulle dimensioni dell’ente richiedente: si parte da un massimo di 2 milioni di euro per i piccoli Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, per salire fino a 4 milioni di euro nel caso di Comuni di medie dimensioni, Unioni di Comuni e gestioni associate. Le realtà più grandi, come i Comuni capoluogo, le Città Metropolitane, le Province e le Regioni, potranno invece accedere a contributi fino a 6 milioni di euro.
Si tratta di uno strumento fortemente integrato con il territorio. “Cultura Missione Comune 2026”, infatti, non viaggia da sola: i finanziamenti erogati dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e attinti dal Fondo per la Cultura sono stati pensati per integrarsi perfettamente con gli altri canali di sostegno già attivi, come i bandi regionali, i contributi statali per gli investimenti e le risorse destinate alle opere pubbliche.
Per gli enti locali si apre dunque una finestra di poco meno di quattro mesi per presentare i propri progetti e intercettare una misura che promette di trasformare il restauro di un monumento o la digitalizzazione di un archivio storico in nuovi posti di lavoro, attrattività turistica e, soprattutto, futuro per le comunità locali.