Il 33enne, originario della Costa d’Avorio, viveva da anni in città e lavorava regolarmente. Commozione tra amici e Caritas: “Educato, serio e sempre disponibile”
TERAMO – La tragedia che si è consumata nel cantiere dell’Anello dei Sibillini colpisce da vicino anche Teramo. La vittima dell’incidente sul lavoro avvenuto nell’area del lago di Gerosa è infatti Youssouf, operaio di 33 anni originario della Costa d’Avorio che da tempo viveva nel capoluogo abruzzese, dove aveva trovato una nuova casa e costruito il proprio percorso di integrazione.
Arrivato in Italia nel 2015, il giovane risiedeva in un appartamento messo a disposizione dalla Caritas diocesana insieme ad altri due connazionali. Tutti lavoravano regolarmente e condividevano il desiderio di costruire un futuro attraverso l’impegno e il lavoro.
La notizia della sua morte si è rapidamente diffusa in città, lasciando sgomenti quanti lo conoscevano. Amici, conoscenti e operatori della Caritas lo ricordano come una persona rispettosa, generosa e sempre pronta ad aiutare gli altri.
«Era un bravissimo ragazzo», raccontano con commozione coloro che hanno condiviso con lui momenti di vita quotidiana. Un ricordo che trova conferma anche nelle parole di chi lo ha accompagnato nel suo percorso di inserimento sociale e lavorativo. «Era un grande lavoratore, educato e corretto», ricordano dalla Caritas.
Secondo le prime ricostruzioni, il 33enne sarebbe stato colpito dalla benna di un escavatore durante alcune operazioni all’interno del cantiere dell’Anello dei Sibillini, infrastruttura considerata il primo acquedotto antisismico d’Europa. L’impatto si è rivelato fatale e i soccorritori del 118, intervenuti in pochi minuti, non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita.
Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti delle autorità competenti, che dovranno chiarire l’esatta successione dei fatti ed eventuali responsabilità.
Nel frattempo, a Teramo resta il dolore per la perdita di un giovane che, lontano dal proprio Paese d’origine, aveva trovato nella città una comunità pronta ad accoglierlo e nella quale si era fatto apprezzare per serietà, dignità e voglia di lavorare.