Il “Patto per l’Abruzzo” presenta la legge contro discriminazioni e violenza di genere: “Serve una norma concreta, non simbolica”

5 Giugno 2026
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Patto per l’Abruzzo ha presentato una legge contro discriminazioni e violenza di genere

La proposta depositata in Consiglio regionale mira a tutelare il diritto all’autodeterminazione e a contrastare le violenze determinate da orientamento sessuale e identità di genere. La prima firmataria Erika Alessandrini (M5S): “L’Abruzzo deve colmare un vuoto normativo non più accettabile”

L’AQUILA – Un testo di legge per rendere l’Abruzzo una regione più giusta e inclusiva, capace di proteggere chi subisce discriminazioni o violenze per orientamento sessuale o identità di genere. È la proposta presentata dal gruppo di opposizione del Consiglio regionale, con prima firmataria la consigliera Erika Alessandrini (M5S), nell’ambito del progetto politico Patto per l’Abruzzo.

La proposta, illustrata in conferenza stampa insieme al capogruppo di opposizione Luciano D’Amico, al capogruppo M5S Francesco Taglieri, a Renato Di Nicola dell’associazione Jonathan – Diritti in movimento e a Leonardo Quaglia dei Giovani Democratici, introduce misure concrete di prevenzione, formazione e sostegno alle vittime. Tra le novità: sportelli dedicatirifugi arcobaleno, percorsi di sensibilizzazione nelle scuole e nei luoghi di lavoro, e un Osservatorio regionale per monitorare il fenomeno e promuovere una cultura del rispetto.

«La norma – spiegano i promotori – è nata dall’ascolto delle associazioni, dei professionisti, degli operatori sociali e delle persone che ogni giorno si confrontano con discriminazioni, pregiudizi e violenze. Colma un vuoto normativo non più accettabile e assegna alla Regione un ruolo attivo nella prevenzione delle discriminazioni e nel sostegno alle vittime».

Secondo i dati citati dai consiglieri, l’Abruzzo registra uno dei più alti rapporti tra episodi di violenza e discriminazione ai danni delle persone LGBTQIA+ e popolazione residente. «Solo nell’ultimo anno – sottolineano – sono stati riportati dalla stampa quattordici episodi tra aggressioni e discriminazioni, un dato che diventa ancora più preoccupante se si considera il sommerso di chi non denuncia per paura o isolamento».

La legge, spiegano, non è una battaglia identitaria ma una risposta a un problema reale: «Troppe persone incontrano ostacoli nell’accesso ai servizi, subiscono discriminazioni sul lavoro, vivono episodi di bullismo o vengono lasciate sole davanti alla violenza. Una Regione moderna non può ignorare queste realtà».

Il testo, depositato da mesi, non è ancora stato calendarizzato per la discussione. «All’inizio di giugno, mese dedicato al Pride e alle battaglie per l’uguaglianza, vogliamo ribadire la necessità di avviare l’iter di approvazione – affermano i consiglieri –. I diritti non possono restare bloccati in un cassetto. La qualità di un governo si misura dalla capacità di riconoscere e proteggere ogni persona. Quando qualcuno viene discriminato per ciò che è o per chi ama, non è solo un diritto individuale a essere colpito, ma è l’intera comunità a diventare più fragile».

«Come Patto per l’Abruzzo – concludono – abbiamo fatto la nostra parte, depositando questa legge e costruendola insieme alle associazioni. Ora chi governa la Regione scelga di affrontare questi temi e faccia compiere all’Abruzzo un passo avanti nella direzione giusta».

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