Zuccarini e D’Amico, presidente e vicepresidente del comitato, chiedono risposte all’amministrazione comunale
CHIETI – Il Comune sapeva sin dal 2020 qual era la situazione del dissesto idrogeologico di Santa Maria. Ma nessuno si è mosso. È quanto sostiene il comitato Casa Comune, presieduto da Vittoria Zuccarini con la vicepresidente Monica D’Amico.
“Dagli atti del Comune di Chieti emerge un documento, una perizia redatta da un geologo giovane e straordinariamente preparato”, dicono Zuccarini e D’Amico, “il quale evidenzia come il problema di Santa Maria fosse chiaro. Analizzando il suo lavoro, abbiamo scoperto che già nel dicembre 2020 tutto questo era stato scientificamente previsto. Il geologo non aveva semplicemente profetizzato un crollo: aveva individuato le cause precise — l’instabilità dell’area dovuta alle acque sotterranee — e aveva individuato le opere da dover realizzare affinché il fenomeno si arrestasse”.
Leggendo la perizia si scopre che c’era l’ordine di “procedere tempestivamente a mettere in sicurezza gli stabili più pericolanti”. E i nomi di quegli edifici erano già lì: palazzo Trinchese, i due Miravalle, il Panoramico, il palazzo Bella dormiente.
Per Zuccarini e D’Amico “l’allarme era chiaro: senza interventi immediati sui drenaggi, si sarebbe andati incontro a “dissesti irreversibili”. Il professionista in questione aveva anche già individuato quali opere fossero necessarie per regimare le acque. Dal 2020 ad oggi, in ossequio a quanto raccomandato, tuttavia non appare realizzata alcuna opera volta a mitigare il rischio, né opere di regimazione idraulica. Oggi quei palazzi sono stati evacuati e taluni abbattuti. E 200 persone sono fuori casa”. E si rischiano ulteriori sgomberi.
Zuccarini e D’Amico citano anche una determina comunale del dicembre 2022: “L’atto pubblico prevedeva uno stanziamento di ben 2 milioni di euro per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria dal rischio frana e idraulico nella zona Viadotto, Santa Maria e Via Arenazze. Dal 2022 a oggi, prima di passare alle promesse di domani, sarebbe interessante capire come siano stati impiegati, concretamente, questi fondi già disponibili ieri, perché al momento di visibile sull’area interessata di Santa Maria (zona rossa), al di là delle macerie dei palazzi abbattuti e degli altri abbandonati, non appaiono opere visibili di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria”.