Teramo, stop a bivacchi e alcol nelle aree sensibili: firmata l’ordinanza del sindaco

31 Maggio 2026
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Divieti fino a fine anno in centro storico, stazione, autostazione e parchi cittadini. D’Alberto: «Uno strumento in più per intervenire»

TERAMO – «Forniamo uno strumento in più alle forze dell’ordine per intervenire». Con queste parole il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, annuncia la nuova ordinanza sulla sicurezza urbana firmata d’intesa con gli assessori Antonio Filippo Ciapanna e Stefania Di Padova e condivisa con la Polizia Locale.

Il provvedimento entrerà in vigore domani, 1° giugno, e resterà valido fino al 31 dicembre, interessando alcune delle aree considerate più delicate della città: dal centro storico alla stazione ferroviaria, passando per l’autostazione e diversi parchi pubblici. Restano esclusi dai divieti i pubblici esercizi, i dehors autorizzati e gli eventi regolarmente autorizzati dall’amministrazione. Per i trasgressori sono previste sanzioni amministrative comprese tra 25 e 500 euro, oltre alla possibilità di un ordine di allontanamento.

L’obiettivo è contrastare situazioni di degrado e comportamenti ritenuti incompatibili con il decoro urbano e la vivibilità degli spazi pubblici. L’ordinanza vieta infatti l’utilizzo di panchine e aree pubbliche come luoghi di pernottamento, con la presenza di giacigli, cartoni, materassi o masserizie, così come l’abbandono di rifiuti e le condotte che possano arrecare disturbo alla quiete pubblica.

Una parte rilevante del provvedimento riguarda il consumo di alcolici. Nelle aree interessate sarà vietato bere bevande alcoliche negli spazi pubblici dalle 18 alle 6 del mattino successivo. Nelle zone considerate maggiormente critiche — stazione ferroviaria, piazza Sant’Anna, piazzetta del Sole e giardini Marcozzi — il divieto sarà invece esteso all’intera giornata.

Il provvedimento però non rappresenta l’unica risposta alle problematiche presenti in città. D’Alberto ha infatti sottolineato la necessità di affiancare alle misure di controllo attività di prevenzione sociale e un maggiore coinvolgimento del sistema sanitario nella gestione delle situazioni di fragilità e disagio psicologico che, sempre più spesso, emergono negli spazi pubblici cittadini

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