Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia interviene in consiglio regionale sul futuro del servizio idrico: «Serve una riforma graduale, non scelte affrettate che penalizzano Teramo»
L’AQUILA – «Non possiamo cancellare con un colpo di spugna un’esperienza che ha rimesso in piedi una delle aziende più importanti del territorio». È il senso dell’intervento in consiglio regionale di Paolo Gatti, durante il confronto sulla riforma del servizio idrico abruzzese, in riferimento alla Ruzzo Reti.
Gatti non risparmia un attacco al sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto in alcuni passaggi del suo intervento, pur senza citarlo direttamente, parlando di «comunicati stampa senza alcun significato» e invita il leader dell’opposizione Luciano D’Amico a prendere le distanze da certe posizioni.
Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, la discussione non può ridursi alla contrapposizione tra favorevoli e contrari al gestore unico del servizio idrico, ma deve partire dai risultati raggiunti da realtà come la Ruzzo Reti. «Dobbiamo toglierci la maglietta dell’appartenenza», dice Gatti, invitando l’aula a superare la logica dei “Blancos e Colorados”, evocando così le storiche e sanguinose fazioni dell’America Latina. Il consigliere ha ricordato il percorso compiuto dalla società teramana, passata, come ha tenuto a sottolineare, da una situazione di forte difficoltà economica a un modello premiato anche da Arera (l’autorità di regolazione per energia, reti e ambiente) per la riduzione delle perdite idriche e l’efficienza dei servizi.
«L’autorità di regolazione ha assegnato al Ruzzo 3,4 milioni di euro di premi per la riduzione delle dispersioni e la velocità dei servizi», ha rimarcato Gatti, sottolineando che se un’azienda merita la conferma della concessione, quella è proprio il Ruzzo. Per questo, la riforma non può essere un «salto nel buio» che cancella i sacrifici fatti per risanare i conti e migliorare le reti.
Da qui la proposta avanzata in aula: una riforma graduale che porti inizialmente da sei a quattro gestori regionali, per poi arrivare a due sub-ambiti nel 2032. Una soluzione che, nelle intenzioni del consigliere, consentirebbe al Ruzzo di completare il proprio percorso di consolidamento prima di eventuali aggregazioni future.
«Non serve la furia di chi vuole chiudere tutto subito – ha concluso Gatti – ma libertà di giudizio e scelte che guardino davvero agli interessi degli abruzzesi».