Lo spoglio ridisegna la mappa dei municipi. Ad Avezzano trionfa Di Pangrazio al primo turno, mentre il capoluogo teatino si prepara alla sfida del 7 e 8 giugno tra Legnini e Sicari. Record di consensi per i sindaci dei piccoli borghi
L’AQUILA – Si è conclusa la maratona elettorale per il rinnovo di oltre 50 amministrazioni comunali in Abruzzo. Le urne della tornata del 24 e 25 maggio 2026 hanno consegnato agli archivi verdetti netti nei piccoli centri e nei comuni maggiori della provincia dell’Aquila, lasciando però aperto il destino politico di Chieti, unico grande centro destinato al secondo turno.
Chieti: Legnini sfiora il colpo grosso, sarà ballottaggio con Sicari
Il dato politicamente più rilevante arriva da Chieti, dove l’affluenza si è attestata al 62,33%, in leggero calo rispetto alle precedenti comunali.
Nel capoluogo teatino la partita per la poltrona di sindaco resta aperta: Giovanni Legnini, alla guida di una coalizione di centrosinistra (sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e diverse liste civiche), ha sfiorato la vittoria interna al primo turno. Dovrà vedersela al ballottaggio il prossimo 7 e 8 giugno con Cristiano Sicari, candidato compatto del centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati), che è riuscito a drenare i voti necessari per bloccare l’elezione immediata del rivale, nonostante la corsa solitaria della Lega a sostegno di Mario Colantonio.
Avezzano: Di Pangrazio vince e convince al primo turno
Esito completamente diverso ad Avezzano, il centro più popoloso al voto nella provincia dell’Aquila. Il sindaco uscente Giovanni Di Pangrazio ha letteralmente sbaragliato la concorrenza, superando ampiamente la soglia del 50% dei consensi fin dalle prime battute dello spoglio. Una vittoria netta (61,34%) sostenuta da una fitta rete di liste civiche e forze moderate (tra cui la Lega e Azione Politica), che ha staccato nettamente lo sfidante del centrodestra Alessio Cesareo (Fratelli d’Italia e Forza Italia) e il candidato dell’area progressista Roberto Verdecchia.
Nei piccoli Comuni: plebisciti e conferme
Se le grandi città offrono frammentazione politica, la provincia profonda dell’Abruzzo premia la continuità con percentuali bulgare, in particolare nel territorio aquilano. Di seguito si riassumono i principali verdetti emersi nei borghi abruzzesi:
| Comune | Sindaco Eletto | Percentuale | Note |
| Fagnano Alto | Francesco D’Amore | 97,33% | Riconferma quasi unanime |
| Barisciano | Fabrizio D’Alessandro | 100% | Unico candidato, superato il quorum |
| Gagliano Aterno | Luca Santilli | 94,59% | Ampia riconferma sul territorio |
| Castel di Sangro | Angelo Caruso | 78,05% | Vittoria schiacciante sull’opposizione |
| Celano | Settimio Santilli | 78,71% | Solida continuità amministrativa |
| Collarmele | Sara D’Agostino | 52,18% | Vittoria sul filo di lana contro Marinacci |
| Acciano | Fabio Camilli | 88,83% | Netta conferma per il sindaco uscente |
Il dato del territorio: Nei piccoli centri, la tenuta dei sindaci uscenti dimostra come il legame personale e l’amministrazione di prossimità contino molto più delle dinamiche di partito nazionali.
Ora i riflettori si spostano tutti sui quindici giorni di campagna elettorale che separano Chieti dal voto di giugno, decisivo per stabilire l’equilibrio politico definitivo di questa tornata amministrativa abruzzese.