Ieri mattina al Campus dell’Università d’Annunzio è cominciato il percorso formativo gratuito che farà da rampa di lancio alla Start Cup Abruzzo 2026. Università, Camera di Commercio, Fondazione Vitality, ordini professionali, imprese del territorio e la Comunità Energetica Rinnovabile di Pescara nell’ecosistema dei partner
PESCARA – Tre minuti, un cronometro, un microfono. È in quei tre minuti che si decide se un’idea regge la prova del pubblico. Si chiama idea pitch ed è la formula con cui venerdì 22 maggio l’Aula Paolo V del Campus di Pescara dell’Università “Gabriele d’Annunzio” ha aperto ufficialmente lo Start Camp Abruzzo 2026.
Il percorso, gratuito e immersivo, è la porta d’ingresso alla Start Cup Abruzzo 2026, la business plan competition regionale che accompagna i progetti d’impresa nati dalla ricerca scientifica del territorio fino alla finale del Premio Nazionale per l’Innovazione, in programma a Bari il 3 e 4 dicembre. Un format collaudato che quest’anno si articola in due moduli. Il primo, dal 22 maggio al 13 giugno, è dedicato al customer discovery con l’Agenzia di Sviluppo della Camera di Commercio Chieti-Pescara. Il secondo, dal 16 al 26 settembre, sarà la fase intensiva in presenza, con dieci giorni di aula, workshop, mentoring personalizzato e pitch finale davanti a una giuria qualificata. La finale regionale è fissata per il 6 novembre a Pescara, e le tre idee migliori voleranno a Bari per il PNI.
L’apertura ha tenuto fede al carattere dell’iniziativa. Saluti istituzionali del Magnifico Rettore Liborio Stuppia, di Fabio Graziosi per l’Università dell’Aquila e per la Fondazione Vitality, di Enrico Marramiero per la Camera di Commercio Chieti-Pescara e di Ivano Lapergola, Presidente dell’Agenzia di Sviluppo della CCIAA. Quindi l’intervento della Professoressa Gilda Antonelli, Delegata del Rettore al Placement della “d’Annunzio” e responsabile scientifica del percorso, la quale ha spiegato il senso dell’edizione 2026: meno teoria a tavolino, più confronto con il mercato vero. A seguire Giovanni Marcantonio, Responsabile Operativo dell’Agenzia di Sviluppo, sul percorso di customer discovery, e Gianluca De Santis, Responsabile del Servizio Digitalizzazione, Sviluppo delle Imprese e Orientamento al Lavoro della Camera, sui servizi a supporto delle nuove imprese. Infine, i pitch dei team.
Il partenariato dice molto di come si muove oggi l’Abruzzo dell’innovazione. Accanto ai promotori sostengono la competizione l’Università di Teramo, il Gran Sasso Science Institute, il Parco Scientifico e Tecnologico d’Abruzzo, FIRA, BCC Abruzzo-Molise, Confimi Industria Abruzzo, l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Pescara, Walter Tosto S.p.A., Swira Design, IDP European Consultants, Fondazione Pescarabruzzo, Innovation Village e la Comunità Energetica Rinnovabile di Pescara. Fra i delegati dei partner presenti in sala, Fabrizio Berardi, Presidente dell’ODCEC Pescara, e Lanfranco De Santis, Tesoriere della CER Pescara.
«Con Start Cup Abruzzo 2026 l’Ordine entra nei percorsi di accompagnamento alle startup mettendo a disposizione le competenze dei Dottori Commercialisti: supportare i giovani nella costruzione di business plan solidi e sostenibili, accompagnando la fase più delicata, quella in cui un’intuizione diventa una vera impresa», dichiara il Presidente Berardi.
Nell’ecosistema dei partner figura anche la Comunità Energetica Rinnovabile di Pescara ETS. Costituita nel gennaio 2024 e accreditata al GSE come ottantottesima CER d’Italia, è oggi un riferimento riconosciuto del panorama nazionale: lo scorso febbraio il Sindaco Masci l’ha indicata fra le tre comunità energetiche più rilevanti del Paese. Oltre duecentocinquanta soci, un perimetro energetico che comprende gli ottantadue edifici pubblici del Comune.
«Una CER non è soltanto energia condivisa», sintetizza Lanfranco De Santis, Tesoriere del Consiglio Direttivo. «È anche una comunità che genera competenze e impresa intorno a sé. Affiancarci a un percorso universitario di questo tipo è coerente con la nostra natura di Ente del Terzo Settore.»
Il terreno, a Pescara, è già fertile. Negli ultimi anni la città ha consolidato un profilo di territorio dell’innovazione legata a energia e digitale, come ha mostrato anche il forum Visionaria dello scorso novembre, e lo Start Camp è il punto in cui quei giovani incrociano chi la transizione la sta già costruendo sul campo.
Le comunità energetiche italiane stanno crescendo rapidamente, e in Europa hanno fatto più strada quelle che hanno saputo intrecciare per tempo l’attività energetica con i mondi dell’università, della ricerca, dell’impresa giovane. Som Energia, in Catalogna, è nata nel 2010 da un gruppo di studenti e docenti dell’Università di Girona ed è oggi la più grande cooperativa di energia rinnovabile d’Europa, con oltre ottantaseimila soci. Coopérnico, in Portogallo, installa fotovoltaico soprattutto su scuole e organizzazioni del terzo settore e investe stabilmente in programmi formativi.
Lo Start Camp 2026 raccoglie team che lavorano su intelligenza artificiale, biotech, agritech, mobilità sostenibile e altri ambiti contigui. Dalla finale regionale di novembre, le tre migliori andranno al PNI di Bari, a dicembre.