Medici di famiglia, scontro in Abruzzo: la Fimmg contesta i dati sui compensi

23 Maggio 2026
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Il sindacato replica all’assessore Verì: “Affermazioni non corrette, in altre regioni retribuzioni più alte”

PESCARA – Si accende il confronto tra la Fimmg e la Regione Abruzzo sul tema dei compensi dei medici di medicina generale e sull’Accordo integrativo regionale. Il sindacato dei medici di famiglia, attraverso la sezione provinciale dell’Aquila, replica alle recenti dichiarazioni dell’assessore alla Sanità Nicoletta Verì, contestando la ricostruzione fornita sui livelli retributivi e sull’andamento della trattativa.


La presa di posizione arriva nel pieno del negoziato sull’Accordo integrativo regionale, dopo che l’assessore aveva richiamato la necessità di conciliare le richieste della categoria con i vincoli di bilancio e con le condizioni applicate in altre regioni. Una lettura che la Fimmg respinge, sostenendo di aver già prodotto documentazione comparativa nelle sedi ufficiali.
“I medici di altre regioni non sono affatto pagati meno dei colleghi abruzzesi”, afferma Tullia Tomassetti, consigliera Fimmg della provincia dell’Aquila, sottolineando come in diversi contesti gli accordi integrativi regionali garantiscano compensi “significativamente più alti”.

Tra gli esempi citati anche il Molise, regione commissariata, dove – secondo il sindacato – le retribuzioni sarebbero superiori a quelle attualmente proposte in Abruzzo.
Ma la questione, evidenzia la Fimmg, non si esaurisce nell’aspetto economico. Al centro della trattativa vi è anche l’organizzazione del lavoro dei medici di base, in particolare il loro ruolo all’interno delle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e delle Case di comunità. Strutture che, secondo il sindacato, rischiano di restare prive di contenuti concreti senza una chiara definizione operativa.


Duro il giudizio sulla proposta iniziale della Regione, definita “una scatola vuota”, orientata principalmente alla chiusura degli Ncp e priva di una reale progettualità. Un’impostazione che la Fimmg considera “provocatoria e vessatoria” nei confronti della categoria.
Pur riconoscendo l’apertura mostrata da alcuni funzionari regionali, il sindacato sottolinea come il confronto si sia sviluppato soprattutto a partire dalle proprie proposte. Infine, viene definita “sconcertante” la dichiarazione dell’assessore Verì successiva all’incontro con la delegazione ricevuta durante la manifestazione e all’annuncio della riapertura del tavolo: parole che, secondo Tomassetti, conterrebbero “affermazioni non rispondenti al vero”, un elemento ritenuto particolarmente grave nel contesto del dialogo istituzionale.

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