Dal 23 maggio il centro storico si trasforma in un percorso di installazioni e opere ambientali dell’artista abruzzese. Sculture, simboli e materiali di recupero per raccontare fragilità, identità e coesistenza nell’anno di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026. Biondi: “Un contributo alla vitalità culturale e alla rinascita della città”
L’AQUILA – Un’arca costruita con materiali di recupero e riempita di terre e sementi provenienti dai cinque continenti; una bandiera esposta agli agenti atmosferici come metafora della fragilità delle culture; un fiore che incontra un proiettile, immagine di una pace possibile. Sono alcuni dei simboli che compongono “5”, la mostra diffusa dell’artista abruzzese Pep Marchegiani che dal 23 maggio animerà il centro storico dell’Aquila con un percorso di arte pubblica pensato per interrogare il presente e proporre soluzioni creative ai grandi temi globali: conflitti, disuguaglianze, crisi climatica, identità e coesistenza.
Il progetto si inserisce nel calendario delle iniziative di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, collocandosi tra la mostra di Ai Weiwei e il successivo intervento di Maurizio Cattelan. Domani, sabato 23 maggio, è prevista l’inaugurazione con la posa della scultura “Arca dei 5” nel chiostro di Palazzo Margherita, dopo l’installazione “Non uccidere” di Emilio Isgrò e Mario Botta esposta tra luglio e settembre 2024. All’evento parteciperanno il sindaco Pierluigi Biondi, le autorità e l’artista. Da domenica il percorso sarà ufficialmente visitabile fino al 31 dicembre.
Il progetto, promosso insieme a Rosanna Calabria di Art Home, coinvolge diversi luoghi del centro storico – Art Home – Ginevra Boutique Albergo Diffuso, Gliubich Casa d’Aste, Engel&Volkers e Palazzo Margherita – e si articola in cinque nuclei tematici. Le Arche Natura costituiscono il cuore della riflessione ambientale: opere realizzate con materiali eterogenei e di recupero, tra terre dei cinque continenti, plastica riciclata, pietre di fiume e marmo di Carrara, concepite come “custodie” di ecosistemi dormienti e come teorie visive di coesistenza tra arte, industria e natura.
Con Ark Flag, la bandiera diventa uno stendardo sospeso tra le strade, lasciato al vento e alla pioggia come simbolo della resistenza delle culture e della trasformazione dei linguaggi identitari.
Fa parte del percorso anche A Kalla 47, scultura del ciclo Toys che raffigura un fiore d’acciaio con un proiettile di AK47 come pistillo, cortocircuito tra natura e guerra, tra fragilità e violenza. Accanto, Lady, figura armata di ali da guerra, incarna l’ossimoro tra divino e umano, tra spiritualità e conflitto.
Il ciclo Pelle, realizzato con tecniche miste e materiali come mosaici di corallo industriale e scorie nere, esplora invece la dimensione della memoria e della trasformazione. Chiude il percorso Ritratto di Giovanna, nove opere uniche dedicate al tema dell’uguaglianza e della rappresentazione delle identità, costruite con mosaici policromi, pelle, vetro e inserti industriali.
“In un momento storico segnato da conflitti, fratture sociali, disuguaglianze e crisi ambientali – afferma Pep Marchegiani – credo che l’arte debba uscire dagli spazi protetti e tornare a confrontarsi con le città, con le persone e con il presente. ‘5’ nasce proprio da questa esigenza: usare immagini, materiali e simboli per parlare di coesistenza, di fragilità e di identità contemporanea. L’Aquila, nell’anno della Capitale Italiana della Cultura, diventa portavoce di questo messaggio con una forza particolare, perché rappresenta la prova concreta di come anche la cultura possa contribuire a ricostruire comunità, relazioni e visioni condivise”.
“Il progetto ‘5’ testimonia come espressioni artistiche fortemente innovative possano efficacemente veicolare messaggi che si caratterizzano per essere al contempo originali e senza tempo – sottolinea Rosanna Calabrese – In questa iniziativa, la fusione fra la dimensione artistica e l’ambiente urbano esprime appieno il senso del ‘vivere nell’arte’ che costituisce la nostra mission. Ne è la riprova la potenza espressiva liberata dalle opere del Maestro Marchegiani, osservabili in luoghi agli antipodi: dalla sede dei più alti momenti della vita pubblica cittadina, Palazzo Margherita, a spazi dedicati alla sfera privata. L’Aquila è il contesto ideale in cui arte contemporanea e design possono sostenere valori forti in uno scenario di storicità e rinnovata bellezza”.
“L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 vive anche attraverso iniziative come questa, capaci di mettere in dialogo arte contemporanea, impresa e rigenerazione urbana. La mostra diffusa di Pep Marchegiani rappresenta un contributo importante alla vitalità culturale della città e testimonia come il centro storico sia tornato a essere uno spazio vivo, attrattivo e aperto alla creatività. Un ringraziamento va a chi ha scelto di investire nel cuore dell’Aquila, contribuendo con coraggio e visione alla rinascita del nostro tessuto urbano, sociale ed economico”, dichiara il sindaco Pierluigi Biondi.