Famiglia nel bosco, uno dei figli durante la consulenza: “Voglio tornare a casa”

21 Aprile 2026
2 minuti di lettura
Famiglia nel bosco a Chieti
foto di repertorio

L’episodio raccontato dallo psichiatra Cantelmi: uno dei tre bambini chiede di tornare nel nucleo familiare durante l’incontro con la consulente del Tribunale. Oggi la decisione della Corte d’Appello

VASTO – Davanti alla psicoterapeuta, con le lacrime agli occhi, un bambino dice: “Voglio tornare a casa”. È l’episodio che Tonino Cantelmi, psichiatra perito incaricato dai legali di Catherine e Nathan, ha deciso di rendere pubblico per dare voce al “vissuto autentico” dei tre minori della cosiddetta “famiglia nel bosco”. L’episodio è emerso nel corso di una consultazione tecnica svoltasi nella casa famiglia di Vasto, dove i bambini sono ospitati da cinque mesi.


A parlare è Martina Aiello, psicoterapeuta che affianca Cantelmi nell’incarico, presente durante un incontro informale con i tre bambini insieme alla consulente tecnica d’ufficio del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Simona Ceccoli. “Uno dei tre bimbi aveva momenti in cui mi guardava e si riempivano gli occhi di lacrime”, racconta Aiello. Avvicinandosi, la specialista chiede al bambino cosa vorrebbe dire alla madre e la risposta arriva immediata: “Voglio tornare a casa”. La stessa richiesta viene ripetuta, davanti alla Ctu, quando il minore viene interpellato nuovamente.

Cantelmi definisce quell’istante “intenso, commovente e straziante”, sottolineando che la scelta di rendere noto l’episodio nasce dal desiderio di dare spazio al grido silenzioso dei bambini, separati dalla loro famiglia da novembre 2025. Per tutelare la loro privacy, il clinico non rivela quale dei tre figli sia stato protagonista di quella frase, ma ribadisce che ciò che ha colpito è stato il desiderio di un ritorno alla normalità del nucleo familiare.
Lo psichiatra riconosce anche la disponibilità di Simona Ceccoli ad ascoltare direttamente i minori, definendo positivo questo contatto diretto, capace di restituire una dimensione più autentica del loro stato emotivo.

Secondo Cantelmi, dopo l’incontro, i bambini sono apparsi più spontanei nei confronti della madre durante l’ultima videochiamata, elemento che, a suo parere, evidenzia quanto sarebbe stato utile lavorare per la ricostruzione del legame familiare senza stravolgere la loro vita attraverso una “istituzionalizzazione” che ha separato i minori dalla casa nel bosco.
Un appello a tutelare il vissuto dei bambini


Facendo riferimento a precedenti perizie e interventi, Cantelmi non nasconde le proprie critiche su alcuni aspetti della gestione del caso, ma sottolinea l’importanza di non girarsi dall’altra parte quando emerge un segnale così forte di disagio. “Quando Aiello mi ha raccontato quanto accaduto mi si è spezzato il cuore”, confessa lo specialista, che dichiara di sentirsi in dovere di riferire il “grido sussurrato” dei bambini, che, secondo la sua lettura, reclamano la restituzione dei propri genitori e la ripresa di un vissuto centrato sul legame familiare.

Intanto, è fissata per oggi in forma di trattazione scritta – come previsto dalla riforma Cartabia per alcune procedure civili – l’udienza davanti alla Corte d’Appello sul ricorso presentato dai legali contro il provvedimento che ha disposto l’allontanamento della madre dai tre figli, ospitati da cinque mesi in una casa famiglia a Vasto.

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