Vasto, scritte contro giudici e assistenti sociali nei luoghi legati alla “famiglia nel bosco”

13 Aprile 2026
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Foto: Ansa

Frasi in vernice rossa su mura pubbliche e vicino alla casa famiglia. L’avvocato Solinas smentisce ogni contatto con Netflix

VASTO – Scritte contro giudici minorili e assistenti sociali sono comparse questa mattina a Vasto, in diversi punti della città, con forti riferimenti alla vicenda della cosiddetta “famiglia nel bosco”. Le frasi sono state tracciate con vernice rossa sui muri di recinzione della Questura, della scuola primaria “Martella”, della sede dei Servizi sociali in via Bosco, della chiesa dell’Incoronata e nelle vicinanze della struttura protetta dove si trovano i bambini della coppia anglo-australiana.


“Bimbi strappati alla famiglia, crimine nazista”, “Se i figli sono dello Stato è dittatura” e “Assistenti sociali dei minori sequestrano bambini” sono alcune delle scritte apparse nella notte, accompagnate da simboli e parole contro il Tribunale per i minorenni dell’Aquila. L’episodio ha suscitato sconcerto tra i cittadini e le istituzioni, che attendono chiarimenti sull’autore o gli autori del gesto.


La vicenda della “famiglia nel bosco” – i coniugi Trevallion e i loro figli, al centro di un provvedimento di tutela minorile – continua a far discutere non solo per gli aspetti giudiziari, ma anche per le voci e le speculazioni diffuse sui media.
In una nota diffusa oggi, l’avvocato della famiglia, Danila Solinas, ha smentito categoricamente le indiscrezioni secondo cui la coppia avrebbe sottoscritto un contratto con Netflix per la realizzazione di un documentario o di una serie. “I Trevallion non hanno ceduto alcun diritto né discusso di azioni di risarcimento,” ha precisato la legale, definendo tali notizie “false e biecamente speculative”.
“Simili condotte – ha aggiunto Solinas – aggiungono sofferenza a un momento già drammatico e meritano ferma censura”.

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