Il deputato chiede chiarezza sui danni del 28 marzo, la Regione: “Sono ricompresi nella richiesta al Governo”
L’AQUILA – È scontro politico sulla frana di Silvi e sulla richiesta di stato di emergenza nazionale avanzata dalla Regione Abruzzo. A sollevare il caso è il deputato di Azione Giulio Sottanelli, che chiede chiarimenti sull’inclusione dei danni legati al dissesto iniziato a gennaio e culminato con il crollo del 28 marzo.
Secondo Sottanelli, la delibera regionale farebbe riferimento esclusivamente agli eventi meteorologici tra il 31 marzo e il 3 aprile, senza citare esplicitamente la frana di Silvi. «I cittadini non hanno bisogno di interpretazioni ma di certezze – afferma –. La domanda è semplice: i danni causati dalla frana sono formalmente inclusi nella richiesta di emergenza nazionale?».
«Se la risposta è sì, – dice Sottanelli – lo si scriva chiaramente nella delibera. Se è no, si intervenga subito prima che sia troppo tardi. Lasciare zone grigie significa creare incertezza per cittadini e imprese».
Di segno opposto la replica del presidente della Regione Marco Marsilio, che respinge le accuse parlando di «allarme infondato». «La frana di Silvi non è stata affatto dimenticata – afferma –. Il peggioramento legato agli eventi meteorologici successivi assorbe anche i danni precedenti, compresi quelli del 28 marzo».
Marsilio ricostruisce la sequenza degli eventi: «La frana si è innescata a gennaio, il crollo è avvenuto il 28 marzo, mentre gli eventi che hanno determinato i presupposti per lo stato di emergenza nazionale sono quelli tra il 31 marzo e il 3 aprile». E aggiunge: «La relazione allegata alla richiesta dà conto di tutto questo».
Il governatore attacca quindi il parlamentare: «Non c’è alcun errore grave, ma il rischio di creare disinformazione su un tema delicato. Sarebbe bastata una telefonata per chiarire ogni dubbio».