Due giorni in Sala Consiliare per celebrare la Giornata della Donna tra omaggi alle compositrici dimenticate e un viaggio nel ruolo femminile a Spoltore tra ’800 e ’900
SPOLTORE — Un 8 marzo che non si limita alla ricorrenza, ma prova a rimettere al centro nomi, volti e storie rimasti ai margini. Il Comune di Spoltore celebra la Giornata Internazionale della Donna 2026 con un doppio appuntamento, il 7 e l’8 marzo, costruito insieme alle associazioni del territorio per valorizzare il contributo femminile nella musica e nella storia locale.
Si parte sabato 7 marzo, alle 17, nella Sala Consiliare, con l’incontro‑concerto “Omaggio alle donne musiciste e compositrici spesso dimenticate nella storia della musica”, organizzato da Il Pensiero Divergente e dall’Università della Terza Età. Protagonista la compositrice e direttrice d’orchestra Maria Gabriella Ciaffarini, al pianoforte con un repertorio dedicato alle grandi autrici. In programma anche un omaggio a Mina a cura di Morena e Marcello dello Studio Uno, con la conduzione di Cam Lecce.
La scelta di partire dalla musica non è casuale: «La cultura di un territorio si nutre anche e soprattutto di quelle storie silenziose che ne hanno forgiato l’identità. Con questo intenso fine settimana vogliamo ridare luce alla memoria storica delle donne, anche spoltoresi, il cui operato quotidiano è stato fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico della nostra città tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo», è la chiave di lettura offerta dall’assessore alla Cultura Nada Di Giandomenico.
Domenica 8 marzo, alle 10.30, sempre in Sala Consiliare, il focus si sposta sulla storia locale con il convegno “Il ruolo invisibile della donna a Spoltore tra ’800 e ’900”, coordinato da Cinzia Renzetti, presidente della Commissione Pari Opportunità, in collaborazione con La Centenaria e l’Università della Terza Età. Il progetto, curato da Andrea e Annamaria Morelli con gli interventi di Rosanna D’Albenzio e Adriana Di Marzio, ricostruisce il ruolo delle donne nell’economia di autosufficienza tra fine Ottocento e anni Cinquanta, in un contesto segnato da guerre e emigrazione, quando quel lavoro non era considerato né mestiere né professione e risultava “invisibile” anche agli occhi dei contemporanei.
L’obiettivo non è solo descrittivo: il tema vuole essere l’avvio di un percorso di recupero di fonti, immagini, scritti e testimonianze orali «affinché queste figure femminili, troppo a lungo dimenticate, possano essere riconsiderate e collocate nella memoria collettiva del nostro territorio», anche perché molte di loro sono state radici e ispirazione di attività oggi svolte da donne di successo nei settori del tessile, della moda, della cucina, del sociale e della salute.
Dentro questo quadro si inserisce anche la riflessione dell’assessore alle Pari Opportunità Francesca Sborgia: «Restituire voce e volto alle grandi compositrici del passato non è solo un atto di omaggio artistico, ma una necessaria riparazione storica verso talenti immensi che per troppo tempo sono stati lasciati nell’ombra. Attraverso la musica, vogliamo celebrare la forza e l’ingegno di donne che hanno saputo sfidare i pregiudizi del proprio tempo».