Pietrucci (Pd): «Gli atti aziendali di L’Aquila e Chieti sono pronti. Basta ritardi»

2 Febbraio 2026
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Pierpaolo Pietrucci del Pd

Il consigliere regionale denuncia lo stallo della Regione sugli atti delle ASL abruzzesi: «Impasse dannosa, si rischia una guerra tra poveri». Pronti i documenti di L’Aquila e Chieti, ancora fermi quelli di Pescara e Teramo

L’AQUILA — Lo stallo sugli atti aziendali delle ASL abruzzesi torna ad accendere lo scontro politico. Il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci denuncia «il ritardo con cui la Regione sta gestendo gli Atti aziendali delle ASL abruzzesi», un ritardo che, sostiene, «continua a generare problemi, tensioni e danni alla sanità aquilana».

Secondo Pietrucci, due aziende sanitarie — L’Aquila e Chieti — avrebbero già completato la documentazione richiesta, senza rilievi da parte dell’Agenzia Sanitaria Regionale. «Avevo già sollecitato un mese fa pubblicamente il via libera agli Atti aziendali delle ASL dell’Aquila e Chieti che – diversamente da Pescara e Teramo – sono pronti», ricorda il consigliere, spiegando di aver ricevuto rassicurazioni anche «per le vie brevi» dall’assessore Verì. «Ma a oggi è ancora tutto fermo».

La questione si intreccia con gli obblighi previsti dalla Legge di stabilità nazionale: la Regione Abruzzo avrebbe dovuto trasmettere a Roma, entro il 31 gennaio, gli atti necessari al Piano operativo sul contenimento della spesa. Ma la mancata finalizzazione dei documenti di tutte le ASL sta bloccando l’intero processo.

«Il riordino della rete ospedaliera, teso a razionalizzare strutture e unità operative, è bloccato», afferma Pietrucci. «In realtà due delle quattro ASL avrebbero le carte in regola… ma Verì e Marsilio invece di dare il via libera attendono le ASL che sono in ritardo». Una scelta che, secondo il consigliere, «genera confusione, tensioni e problemi nell’organizzazione interna delle ASL».

Lo stallo, denuncia Pietrucci, sta alimentando rivendicazioni territoriali e pressioni politiche. Il consigliere di Forza Italia, Mauro Di Matteo, ha chiesto di garantire all’ospedale di Teramo l’Unità Operativa Complessa di malattie infettive, «previo il passo indietro di una delle altre tre Asl». E per l’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero ha proposto un’Unità Operativa Complessa di chirurgia basata su un bacino di utenza calcolato non sugli 80mila residenti, ma sulle «200mila persone che si registrano nei due mesi estivi».

Per Pietrucci, questo «tira e molla privo di una strategia seria complessiva e di una vera politica sanitaria» rischia di alimentare una «guerra tra poveri» che finirebbe per danneggiare «il sistema ospedaliero, i cittadini e il personale sanitario».

Il consigliere torna quindi a chiedere una decisione rapida:
«Proprio per evitare lo stillicidio di richieste e rivalità, si dia il via libera agli Atti aziendali maturi e approvati dall’ASR».

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