Piano d’Orta, ponte ancora chiuso e lavori fermi: monta la protesta

14 Agosto 2026
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Il consigliere regionale Di Marco: «Strada fondamentale per collegare le aree interne alla costa, vogliamo certezze sul cronoprogramma degli interventi»

PIANO D’ORTA – Oltre due anni non sono stati sufficienti a riaprire il ponte di Piano d’Orta, sulla statale Tiburtina. E non c’è nessuna certezza, perché i lavori sono al momento fermi. Per questo Antonio Di Marco, consigliere regionale del Pd, chiede «chi è responsabile dei ritardi e cosa sta bloccando realmente il cantiere». E, soprattutto, «un cronoprogramma definitivo e vincolante per la riapertura in sicurezza del ponte». Di Marco, insieme a sindaci e rappresentanti dei Comuni del territorio, ha convocato la stampa proprio sul ponte.

«Una mobilitazione decisa contro lo stallo dei lavori», afferma Di Marco, «la situazione non è più tollerabile. I lavori sono stati consegnati l’8 maggio 2024 e il ponte è stato chiuso al traffico il 9 dicembre dello stesso anno. La prima scadenza per la conclusione era il 2 aprile 2025. Poi Anas ha riconosciuto i ritardi dell’impresa e indicato febbraio 2026 come nuova data per la riapertura della prima fase. Siamo ad agosto 2026 e il ponte è ancora chiuso».

All’iniziativa hanno partecipato il consigliere provinciale Gianni Chiacchia e il sindaco di Lettomanoppello Simone D’Alfonso, il sindaco di Abbateggio Gabriele Di Pierdomenico, il vicesindaco Luca Trovarelli e il presidente del consiglio Marco Tontodonati per il Comune di Bolognano, l’assessore Valeria Argentieri e il consigliere Antonio Caldarelli di Torre de’ Passeri, l’ex assessore di Caramanico Nicola Orsini, l’ex sindaco di Torre de’ Passeri Antonello Linari, rappresentanti e delegazioni di Sant’Eufemia, Salle, Roccamorice, San Valentino, Abbateggio, Scafa, Tocco, Turrivalignani, Lettomanoppello, Pietranico, Pescosansonesco, Castiglione, Popoli e Bussi.

«Non parliamo di una strada secondaria», sottolinea il consigliere regionale del Pd, «ma di una cerniera fondamentale della Tiburtina Valeria, strategica per collegare le aree interne con la costa e la Val Pescara. La chiusura pesa su lavoratori, studenti, imprese, turismo e perfino sulla tempestività dei soccorsi. E preoccupa anche ciò che potrebbe accadere con i successivi lavori sull’altra metà della carreggiata: non possiamo permettere che questo blocco si trasformi in un disagio ancora più lungo».

«Sul cantiere c’è già un esposto da parte di un privato cittadino e si scontano lentezze legate a criticità che riguardano le maestranze in subappalto. Per questo», conclude Di Marco, «ho già chiesto la convocazione della commissione Vigilanza con l’audizione dei soggetti interessati, e chiedo un confronto immediato con i vertici Anas e con la prefettura di Pescara. Questo territorio ha già aspettato abbastanza».

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