Aumenti Tari a Pescara: da 17 a 65 euro in più per le case. Salgono i costi anche per i commercianti

30 Luglio 2026
1 minuto di lettura

I ristoranti pagheranno 1,73 euro in più al metro quadro, i bar 1,61. Prima scadenza fissata al 30 settembre, l’ultima rata a dicembre. L’assessore Carota: «Abbiamo lavorato per contenere gli aumenti, ma sono la conseguenza del Piano economico di Ambiente»

PESCARA – Per le utenze domestiche l’aumento annuo della Tari, al lordo dell’addizionale provinciale, potrà variare da un minimo di 17,18 euro per chi vive solo in una casa di 60 metri quadri, fino a un massimo di 64,95 euro, per le famiglie di sei o più persone che vivono in una casa di 180 metri quadri. Questa la forbice degli aumenti della Tari che i cittadini di Pescara troveranno in bolletta. Prendendo come esempio una famiglia di 4 persone, l’aumento sarà di 39,24 euro se la casa si sviluppa su 90 metri quadri, e di 45,70 euro se la casa è di 120 metri quadri.

Per quanto riguarda invece le attività commerciali, l’aumento è rapportato alla categoria di appartenenza. Ad esempio per un negozio di abbigliamento o calzature aumenta di 0,29 euro al metro quadro, per un B&B di 0,48 euro; per un bar di 1,61 e per un ristorante 1,73 euro al metro quadro.

A diffondere questi dati è l’assessore al Bilancio Maria Rita Carota, che torna sulla questione degli aumenti Tari, in questi giorni al centro di polemiche e scontri tra maggioranza di centrodestra e opposizione del Comune di Pescara. «Aumentare la Tari non fa piacere a nessuno», spiega l’assessore Carota, «e sono certa che questo concetto valga per qualsiasi amministrazione, di qualsiasi colore politico, che si sia trovata a prendere una decisione in tal senso».

Oggi è stata approvata in giunta la delibera che fissa la prima scadenza per il pagamento della Tari al 30 settembre prossimo. Quindi le nuove scadenze, rispetto agli anni scorsi, saranno fine settembre, fine ottobre, fine novembre e fine dicembre 2026.

«Ricordo che questa scelta non è a discrezione del Comune, ma è la conseguenza diretta del Piano economico finanziario della Ambiente spa che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Pescara», sottolinea Carota, «di fronte ad un aumento del quadro tariffario di oltre un milione e mezzo non c’erano alternative. Tra l’altro, il Piano è stato oggetto di apposita validazione da parte dell’ente preposto a legittimare la struttura dei costi del servizio di igiene urbana».

«Abbiamo lavorato per contenere l’impatto di questi adeguamenti», aggiunge Carota, «ora dobbiamo mettere il massimo impegno per puntare a un servizio efficiente, con un costante miglioramento del decoro della nostra città e siamo certi di poter contare sull’impegno di Ambiente».

Altro da

Non perdere