Mase, la stima 2025 parla di 81 orsi marsicani: specie gravemente minacciata

16 Luglio 2026
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Presentati i risultati del monitoraggio genetico più esteso mai realizzato sull’intero areale dell’orso bruno marsicano: il numero degli esemplari è stimato tra 73 e 88, con il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise come nucleo principale della popolazione

ROMA – Sono 81 gli orsi bruni marsicani stimati nell’Appennino centrale, con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 individui. È il dato emerso dalla nuova stima di popolazione 2025 presentata oggi al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, frutto del più ampio campionamento genetico mai realizzato sull’intero areale di distribuzione della sottospecie, finanziato con risorse del Pnrr.

Lo studio rappresenta la prima rilevazione sistematica estesa a tutta l’area occupata dall’orso marsicano e conferma, secondo quanto comunicato dal Mase, il lavoro congiunto svolto da ministero, Ispra, parchi nazionali e regionali, reti di monitoraggio, Regioni, Carabinieri Forestali, associazioni ambientaliste e i soggetti privati incaricati delle analisi genetiche.

La stima indica che il cuore della popolazione resta il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, insieme alla sua Zona contigua, dove gli esemplari risultano sostanzialmente stabili o in lieve aumento rispetto al dato del 2014. Accanto a questo nucleo principale, emergerebbe la presenza di circa 16 orsi nelle aree periferiche, segnale di un processo di espansione in corso.

Secondo il ministero, proprio la diffusione verso nuove zone conferma che alcune aree dell’Appennino centrale sono idonee a ospitare la specie, ma il futuro di questo processo dipenderà anche dalla tutela dei corridoi ecologici, fondamentali per collegare habitat adatti e ridurre l’isolamento delle popolazioni.
Il quadro complessivo resta però delicato. L’orso bruno marsicano è considerato una sottospecie endemica gravemente minacciata di estinzione e i dati della nuova stima, pur segnando un passaggio importante per la conoscenza scientifica e per le politiche di conservazione, mostrano quanto la sopravvivenza della specie continui a dipendere da interventi costanti di protezione e dalla capacità di contrastare la frammentazione dell’habitat.

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