Francavilla, carenza idrica in viale Nettuno: disagi estivi e criticità strutturali

3 Luglio 2026
1 minuto di lettura
Crisi idrica

Residenti della zona nord del viale centrale senz’acqua nei momenti di maggiore consumo, criticità anche nel periodo invernale nella scuola secondaria di via Zara

FRANCAVILLA AL MARE – Rubinetti a secco nelle ore di punta, pressione insufficiente e disagi che si ripetono puntualmente ogni estate. Torna al centro dell’attenzione il problema della carenza idrica nella zona di viale Nettuno e delle aree limitrofe al porticciolo turistico, con segnalazioni che evidenziano una situazione ormai strutturale.

A denunciare il disservizio è Francesco Di Giovanni, proprietario di un’abitazione in via Monfalcone, che racconta come durante i mesi estivi l’erogazione dell’acqua diventi insufficiente fino ad azzerarsi completamente nei fine settimana, proprio quando aumenta la presenza di residenti e turisti. “In gran parte della giornata l’acqua non fuoriesce dai rubinetti – spiega – e questo rende di fatto l’abitazione non vivibile, nonostante tasse e costi sostenuti”.

Secondo quanto riferito, l’ACA, gestore del servizio idrico, garantirebbe il rispetto dei parametri contrattuali di pressione, ma la realtà percepita dagli utenti appare ben diversa. Una contraddizione che, nei fatti, si traduce in un servizio intermittente, con picchi di criticità nelle ore di maggiore utilizzo domestico.

Il problema, tuttavia, non emerge in modo uniforme. In molti condomini, infatti, la presenza di autoclavi consente di compensare i cali di pressione, rendendo il disservizio meno evidente. Una soluzione tecnica che, però, non è sempre praticabile: in diversi edifici mancano gli spazi necessari per l’installazione o si pongono questioni legate ai costi e alla gestione.

La criticità idrica nella zona non è limitata alle abitazioni private. Per tutto l’anno ha interessato anche la scuola media “Masci” di via Zara, situata nello stesso quadrante urbano, a conferma di una fragilità della rete che va oltre la stagionalità.
Tra le cause principali viene indicata l’eccessiva antropizzazione estiva dell’area, con un significativo aumento della popolazione che mette sotto pressione un’infrastruttura idrica evidentemente non dimensionata per sostenere tali picchi di domanda. Da qui la richiesta, sempre più insistente, di un adeguamento della rete e di una revisione complessiva della gestione del servizio.

“Ci viene suggerito di installare autoclavi – prosegue Di Giovanni – ma ci chiediamo se sia giusto ricorrere a soluzioni private, invasive e costose, quando altrove in città l’acqua arriva regolarmente”. Una riflessione che si estende anche al tema dell’equità del servizio, considerando che, pur trattandosi di una parte limitata della popolazione, il disagio incide su diritti essenziali come l’accesso all’acqua.

Altro da

Non perdere