Chieti, monsignor Forte condanna la consacrazione dei vescovi lefebvriani: “Una ferita alla Chiesa”

1 Luglio 2026
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Forte

Il teologo e arcivescovo di Chieti‑Vasto commenta il gesto di Econe: “Gravissimo, più della scomunica del 1988”

CHIETI – La voce di monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti‑Vasto e teologo di fama internazionale, si leva contro la consacrazione di quattro nuovi vescovi da parte dei lefebvriani a Econe, avvenuta oggi contro la volontà del Papa.

“È un fatto gravissimo, qualcosa di molto doloroso, ancora più grave di quando fu comminata la prima scomunica nel 1988”, dichiara Forte all’Ansa. “Si sperava che con l’accoglienza che c’era stata qualcosa potesse cambiare. E invece un atteggiamento così pervicace, così duro, dispiace e non fa il bene della Chiesa.”

Forte, in procinto di lasciare Chieti dopo 22 anni alla guida dell’arcidiocesi, richiama le parole del pontefice, secondo cui i lefebvriani “hanno voluto lacerare la tunica di Cristo”. “La speranza di ricucire ci deve essere sempre — aggiunge — ma non si può fare a prezzo della verità. In nome del dialogo non puoi fare il comodo tuo.”

L’arcivescovo sottolinea come siano stati ignorati “tutti gli sforzi fatti sia da Benedetto XVI che da Francesco” per favorire un riavvicinamento. “È una ferita tristissima, tanto più grave perché consumata da vescovi”, aggiunge. “Era stato fatto di tutto per andare loro incontro, ma la risposta è stata, come accade in ogni scisma, una disobbedienza a chi ha il compito di essere il capo della Chiesa.”

Secondo monsignor Forte, dietro la scelta dei lefebvriani si celerebbe “una motivazione politica, quella di volere rispettare ad ogni costo l’ordine costituito dalla tradizione, ma è una lettura assolutamente forzata e strumentale”.

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