Pescara, condannati ex dirigente e imprenditore per appalti truccati e droga in Comune

29 Giugno 2026
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Due anni per Trisi e De Leonibus nel processo ‘Tana delle tigri’. Il presidente del consiglio regionale Sospiri assolto “perché il fatto non sussiste”: era accusato di finanziamento illecito ai partiti

PESCARA – Due anni di reclusione per l’ex dirigente comunale Fabrizio Trisi e l’imprenditore Vincenzo De Leonibus: sono le condanne emesse dal tribunale di Pescara (gup Maria Carla Sacco) nei confronti dei due imputati del processo ‘Tana delle tigri’, sul presunto sistema di corruzione e spaccio di sostanze stupefacenti negli uffici dei Lavori pubblici del Comune. Trisi e De Leonibus sono stati ritenuti responsabili dei reati di corruzione per l’esercizio della funzione e turbativa d’asta.

È stato invece assolto dall’accusa di finanziamento illecito ai partiti, perché il fatto non sussiste, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, coinvolto nell’inchiesta per una cena elettorale del valore di 400 euro finanziata da De Leonibus. Per Sospiri anche il pubblico ministero, Anna Benigni, aveva chiesto l’assoluzione.

Assolta anche la società di De Leonibus, perché il fatto non sussiste, così come Tommaso Catani, la persona che avrebbe beneficiato di presunti favori di Trisi alla guida della commissione di un concorso pubblico. Definiti i patteggiamenti per i due spacciatori Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio a 11 mesi, mentre sono già in messa alla prova i due impiegati comunali Jairo Ricordi e Gianluca Centorame.

Secondo l’accusa, Trisi avrebbe agevolato l’imprenditore De Leonibus in affidamenti diretti e appalti di manutenzione stradale superiori a centomila euro tra il 2020 e il 2023, in cambio di denaro e cocaina consumata insieme negli uffici comunali.

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