Mobilitazione negli stabilimenti abruzzesi fino al 23 giugno: Rsu in stato di agitazione tra timori per la scissione aziendale e possibili ricadute occupazionali
CHIETI – Cinque giorni di sciopero negli stabilimenti Dayco abruzzesi per protestare contro le operazioni aziendali e il rischio di delocalizzazione di una parte della produzione. Le Rsu hanno proclamato cinque giorni di stop, accompagnati dal blocco degli straordinari, a partire dalle ore 6 di venerdì 19 giugno fino alla mezzanotte di martedì 23 giugno. La mobilitazione coinvolge i quattro stabilimenti presenti in Abruzzo, tra cui quello di Chieti Scalo, con la proclamazione dello stato di agitazione e l’organizzazione di presidi davanti ai tornelli.
La decisione è maturata al termine delle assemblee dei lavoratori, durante le quali sono emerse forti preoccupazioni in merito all’operazione aziendale che prevede la scissione e il trasferimento di un ramo d’azienda.
«Tali decisioni – spiegano le Rsu – appaiono come un rischio concreto di depotenziamento delle realtà lavorative del nostro territorio, aprendo uno scenario di forte incertezza per il futuro occupazionale».
Non è la prima volta che i lavoratori della Dayco scendono in piazza. Già due anni fa, infatti, uno sciopero era stato indetto contro il trasferimento di una parte della produzione nel Nord Italia. In quell’occasione, il confronto tra azienda e organizzazioni sindacali portò al raggiungimento di un accordo.