L’amministrazione guidata dal sindaco Nugnes e gli ambientalisti contestano il progetto Anas: finiscono nel mirino il rischio idrogeologico, i vincoli paesaggistici e la tutela del fiume Tordino
ROSETO DEGLI ABRUZZI – Si rafforza il fronte contrario all’attuale progetto del quarto lotto della Teramo-Mare. Il Comune di Roseto e il Wwf Abruzzo hanno presentato osservazioni ai ministeri dell’Ambiente e della Cultura nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), chiedendo una revisione dell’intervento proposto da Anas per il collegamento tra l’autostrada A14 e Giulianova.
Due iniziative che convergono sulle criticità ambientali e paesaggistiche dell’opera, che secondo l’amministrazione comunale e l’associazione ambientalista resterebbero irrisolte nonostante le modifiche apportate al progetto a partire dal 2022.
La giunta guidata dal sindaco Mario Nugnes evidenzia in particolare le problematiche legate al tracciato previsto nella zona di Piane Tordino, un’area considerata esposta a rischio idrogeologico. Secondo il Comune, il progetto non terrebbe adeguatamente conto delle prescrizioni dell’Autorità di bacino e delle fragilità del territorio, emerse anche in occasione degli episodi di maltempo che hanno interessato la zona nei mesi scorsi.
Nel documento inviato ai ministeri, l’amministrazione rosetana, sostenuta anche dal comitato “Terra Lieta” guidato da Asteria Casadio, contesta inoltre quella che viene definita una disparità di trattamento rispetto alle modifiche apportate sul territorio di Giulianova e richiama la necessità di tutelare le aree di pregio paesaggistico vicine ai vincoli di Colle Vraddo e del Borsacchio.
Anche il Wwf Abruzzo ha formalizzato le proprie osservazioni, concentrando l’attenzione sull’impatto dell’infrastruttura rispetto al Piano paesistico regionale della costa teramana. Secondo l’associazione, il tracciato risulterebbe incompatibile con la zona “A1” di conservazione integrale e potrebbe determinare una frammentazione del basso corso del fiume Tordino.
Tra le contestazioni sollevate dagli ambientalisti c’è anche il mancato rispetto della fascia di tutela di 150 metri dal corso d’acqua, oltre alle conseguenze delle opere in rilevato previste dal progetto. Comune e Wwf esprimono infine una posizione comune contro la tombatura parziale dei due laghi di Coste Lanciano, ritenuta un ulteriore elemento di criticità ambientale.
Il confronto sul futuro del quarto lotto della Teramo-Mare resta quindi aperto, con le osservazioni ora al vaglio dei ministeri competenti nell’ambito della procedura autorizzativa.