Sulmona, al via il trasferimento di servizi ASL nella nuova Casa della Comunità

18 Giugno 2026
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Casa della Comunità Sulmona

Cup, Guardia Medica e sportelli unificati in viale Mazzini. Il direttore Arquilla: «Stop alla frammentazione, un unico presidio vicino al cittadino»

SULMONA – Una rivoluzione logistica per accorciare le distanze tra sanità e cittadini. Ha preso il via oggi a Sulmona il piano di riorganizzazione della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, che vede il trasferimento e la concentrazione di numerosi servizi chiave all’interno della nuova Casa della Comunità, situata in viale Mazzini 100, presso lo storico ingresso del presidio ospedaliero.

L’operazione punta a superare la storica frammentazione degli uffici sul territorio, accorpando in un unico polo assistenziale prestazioni finora dislocate in sedi diverse.

La transizione verso la Casa della Comunità coinvolgerà progressivamente i servizi più nevralgici per l’utenza. Il Cup (Centro Unico di Prenotazione), attualmente operativo presso la palazzina De Chellis, troverà spazio nella nuova sede di viale Mazzini, dove verrà trasferito anche il servizio di Continuità Assistenziale, la ex Guardia Medica finora ubicata all’interno dell’ospedale. Il trasloco più corposo riguarda però gli uffici di via Buco della Grotta: lasceranno la vecchia sede sia gli ambulatori specialistici sia lo Sportello di Anagrafe Sanitaria, insieme ai front office del Pua (Punto Unico di Accesso) e dell’Adi (Assistenza Domiciliare Integrata).

Il riassetto non risponde soltanto a un’esigenza di ottimizzazione logistica, ma si inserisce nella più ampia riforma nazionale della sanità territoriale, che vede nelle Case della Comunità il fulcro dell’assistenza primaria e di prossimità.

«La concentrazione dei servizi, finora situati in luoghi diversi, permetterà all’utente di trovare in un unico presidio sanitario tutto ciò che gli serve per l’assistenza territoriale primaria», spiega Agata Arquilla, direttore dell’area distrettuale peligno-sangrina. «L’obiettivo è evitare che i cittadini debbano spostarsi da una sede all’altra della città, garantendo al contempo un netto miglioramento organizzativo e qualitativo delle attività».

Con questa centralizzazione, la Asl mira a ridurre i tempi di attesa burocratici e a offrire percorsi di cura più integrati, facilitando l’accesso soprattutto alle fasce di popolazione più fragili o anziane.

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