Approvata la transazione sulla vicenda espropriativa e la chiusura definitiva dello “swap”: ridotto il rischio finanziario per l’Ente guidato dal sindaco Daniele Laurenzi
NERETO – Due contenziosi di lunga data e ad alto impatto finanziario sono stati chiusi nel consiglio comunale di Nereto. Le decisioni riguardano la vicenda della zona produttiva e il derivato finanziario “swap” sottoscritto con Banca Monte dei Paschi di Siena.
Sul primo fronte, è stato approvato a maggioranza un accordo transattivo che mette fine a una complessa vertenza legata alle procedure espropriative della nuova area produttiva, avviate nei primi anni 2000. Senza un’intesa, con udienza in Cassazione fissata per il 26 giugno, il Comune sarebbe rimasto esposto a un rischio economico stimato tra 1,2 e 4,5 milioni di euro.
Per evitare questo scenario, come spiegato dal sindaco Daniele Laurenzi, il consiglio ha deliberato il riconoscimento di un debito fuori bilancio pari a 700.000 euro, interamente coperto dal fondo contenzioso già accantonato e rateizzato in tre anni. L’accordo prevede la rinuncia reciproca ai giudizi pendenti e la definizione della controversia, con la restituzione delle aree e una riduzione significativa dell’esposizione finanziaria per l’Ente.
Nella stessa seduta è stata chiusa definitivamente anche la vicenda del contratto derivato “swap” sottoscritto nel 2007 con banca Mps. La transazione approvata prevede la restituzione al Comune di 200.474,46 euro da parte dell’istituto di credito e l’estinzione del contenzioso giudiziario, eliminando un ulteriore elemento di rischio per i conti pubblici.
Le due operazioni, sottolinea l’amministrazione guidata da Laurenzi, si inseriscono nel percorso di «messa in sicurezza e riequilibrio dei conti comunali, attraverso la gestione e la chiusura progressiva delle passività ereditate dagli anni precedenti».