La casa, le radici, il creato. A Pescara “L’ecologia dei conservatori” di Nicola Procaccini

18 Giugno 2026
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Un saggio che propone una lettura conservatrice dell’ambientalismo tra identità, critica al Green Deal e ricerca di un terreno comune nel dibattito pubblico

PESCARA – Per anni la parola ecologia è sembrata appartenere a una sola parte. Un lessico e una sensibilità che la cultura progressista ha rivendicato come propri, lasciando a chi guardava all’ambiente da un’altra prospettiva il ruolo scomodo dello scettico, quando non del nemico. È contro questa semplificazione che si muove il libro di Nicola Procaccini, L’ecologia dei conservatori. Il ritorno al sacro della natura, edito da Giubilei Regnani e introdotto da una prefazione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che venerdì 19 giugno arriva a Pescara, nella Sala Tinozzi del Palazzo della Provincia.

Il punto di partenza è una parola: oikos, “casa” in greco, la radice da cui nasce ecologia. Su di essa Procaccini costruisce tutto il ragionamento, appoggiandosi al filosofo Roger Scruton, che dell’ecologia parlava come della quintessenza della causa conservatrice. Se l’ecologia ha a che fare con la casa, e la casa è la famiglia e la terra dei padri, allora la cura dell’ambiente smette di essere un’esclusiva di sinistra e diventa, semmai, una vocazione conservatrice. È quanto sostiene anche il premier nella prefazione, quando ricorda che l’essere umano non è il padrone del Creato, ma il suo custode.

È un’ecologia che prova a riconciliare ciò che il dibattito corrente tende a contrapporre, lo sviluppo e la tutela, l’innovazione e la fedeltà al passato. E che individua un bersaglio preciso nel Green Deal europeo, definito dall’autore “il più clamoroso errore” per il prezzo pagato dal continente in termini di competitività. È una posizione che non nega il problema ambientale, ma contesta il modo in cui una certa politica ha preteso di affrontarlo, con obiettivi calati dall’alto e scollegati dalle conseguenze reali sul lavoro e sull’economia.

Per mostrare che il legame tra le radici e la terra non appartiene a una sola famiglia politica, Procaccini chiama in causa Pier Paolo Pasolini e la sua ultima poesia, Saluto e augurio, scritta in friulano, la sua casa, il suo oikos, con quel congedo affidato a tre parole: “Difendi, conserva, prega”. È il segno di un saggio che cerca la profondità culturale prima della polemica, e che non teme di attraversare i confini ideologici per andare a prendere ciò che gli serve.

A scrivere il libro è una delle voci più titolate sul tema. Europarlamentare, co-presidente del gruppo dei Conservatori e Riformisti a Bruxelles e responsabile del dipartimento Ambiente ed Energia di Fratelli d’Italia, Procaccini conosce da vicino il terreno su cui le politiche ambientali europee si decidono e si scontrano.

L’appuntamento pescarese nasce dall’Associazione “Il Vate”, con il patrocinio del Comune di Pescara. A dialogare con l’autore sarà l’avvocato Andrea Cocchini; porteranno il loro saluto il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il senatore Etelwardo Sigismondi, componente della Commissione Ambiente, transizione ecologica ed energia, e l’onorevole Guerino Testa. L’ingresso è libero, e l’incontro è aperto alla città, alla stampa e a chiunque voglia ascoltare.

Resta la domanda di fondo, quella che un libro così pone più di quanto la risolva: l’ambiente può tornare a essere un valore condiviso, un terreno su cui ci si confronta nel merito, invece di una bandiera da piantare? Il fatto stesso che venga sollevata, e da questa parte del campo, dice che qualcosa nel discorso pubblico si sta muovendo.

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