Al centro dello scontro la gestione dei passaggi amministrativi e giudiziari dell’iter della discarica di Irgine: Di Bonaventura accusa il Comune di gravi omissioni e ricostruzioni errate ma Di Gianvittorio respinge ogni allarme
NOTARESCO – È scontro sulla discarica di Irgine, con botta e risposta al vetriolo tra il consigliere ed ex sindaco Diego Di Bonaventura e il primo cittadino Antonio Di Gianvittorio.
Di Bonaventura torna ad attaccare sulla vicenda dell’impianto in località Guardia Vomano, parlando di una situazione «grave» e di una nuova fase procedurale. «In 18 mesi – afferma il consigliere – è la terza richiesta di autorizzazione per una discarica sul nostro territorio, un record nazionale. Il 14 aprile scorso – continua – si è tenuta un’udienza al Tar e il 7 maggio è arrivata la sentenza. Il 20 maggio è stata poi presentata la richiesta di valutazione di impatto ambientale».
L’ex sindaco e consigliere di opposizione punta il dito anche sulla gestione amministrativa del caso giudiziario: «Per la prima volta il Comune non si è costituito in giudizio con i propri legali, un fatto gravissimo. – aggiunge – In consiglio è emerso inoltre che un dipendente avrebbe ricevuto una Pec senza informare sindaco e giunta»
Di Bonaventura contesta anche la lettura della maggioranza sugli atti: «Si confondono documenti del 2021 con quelli successivi. C’è un’ordinanza del Tar del 3 giugno 2025 che chiarisce la nullità di una precedente notifica e la nuova fissazione dell’udienza».
Non si fa attendere la replica del sindaco Di Gianvittorio, che ricostruisce la vicenda dalle origini: «Il progetto nasce nel 1999, quando la Regione Abruzzo autorizza la realizzazione dell’impianto. Successivamente i sindaci Capone e Catarra si oppongono e vincono tutti i gradi di giudizio fino al Consiglio di Stato», chiarisce.
Il primo cittadino ripercorre anche le fasi più recenti: «Nel 2019 la procedura Aia viene bocciata. Nel 2021 l’azienda presenta ricorso al Tar, ma allora non ci fu costituzione del Comune. Oggi – sottolinea – si tratta solo di una riapertura dei termini per un vizio formale legato a una Pec».
Di Gianvittorio respinge l’allarme della minoranza su possibili sviluppi: «Non c’è alcuna prospettiva di apertura della discarica. – tiene ad evidenziare – Il Tar ha chiesto solo di motivare meglio il diniego, non di autorizzare l’impianto».
Il sindaco invita infine a spostare l’attenzione su altri fronti: «Sul territorio restano altre criticità, come le richieste legate agli impianti di Grasciano e all’ampliamento di Deco. È lì che va concentrata la vigilanza», conclude.