Dopo 17 anni ripartono le lancette e i rintocchi. La facciata restaurata sarà svelata entro il 10 giugno
L’AQUILA – L’orologio del Duomo dell’Aquila è tornato a vivere. Dopo diciassette anni di silenzio, le lancette ferme dalla notte del terremoto del 6 aprile 2009 hanno ripreso a muoversi sulla torre destra della Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, segnando uno dei momenti più simbolici della rinascita del centro storico.
Il ripristino dell’orologio, insieme agli interventi sull’impianto campanario, rappresenta uno dei passaggi più visibili del grande cantiere che dal 2023 sta restituendo alla città il suo edificio religioso più atteso. Nelle ultime settimane sono tornati a farsi sentire anche i rintocchi delle campane, mentre la facciata comincia a emergere grazie al progressivo abbassamento dei teli protettivi: già visibili la parte alta del prospetto, le torri campanarie, le celle delle campane e il coronamento neoclassico.
L’obiettivo è ambizioso e carico di significato: liberare completamente la facciata entro il 10 giugno, giorno della festa di San Massimo, patrono dell’Aquila. Alla base restano ancora ponteggi e strutture operative, ma il profilo monumentale del Duomo ha già ricominciato a ridisegnare la scenografia di piazza Duomo.
L’intervento sull’orologio e sulle campane è stato affidato dall’impresa Cobar al gruppo Corinaldi De Santis. I lavori hanno previsto la ricollocazione delle sette campane storiche, l’installazione di nuove strutture antisismiche certificate e un sistema automatizzato per la gestione dei concerti campanari e del meccanismo dell’orologio.
Il restauro complessivo della cattedrale, che riguarda aula, transetto e area absidale, prosegue con un investimento di circa 25 milioni di euro, finanziati dal Ministero della Cultura.