Riforma del servizio idrico, Sospiri: “L’Abruzzo compie una scelta storica per il futuro dell’acqua”

25 Maggio 2026
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Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo

Il presidente del Consiglio regionale rivendica la portata della riforma che domani approda in Aula: “Superiamo frammentazione, inefficienze e rischio privatizzazione. Costruiamo un sistema moderno, pubblico ed efficiente”

PESCARA – La riforma del servizio idrico arriva domani in Consiglio regionale come uno dei provvedimenti più rilevanti dell’intera legislatura. Una riorganizzazione che, nelle parole del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, rappresenta «una scelta storica per l’Abruzzo», capace di incidere in modo strutturale sulla gestione dell’acqua nei prossimi decenni. «Con questa riforma affrontiamo finalmente le principali criticità di questo sistema: sei gestori diversi, reti molto vecchie, dispersioni elevate e difficoltà nel programmare investimenti strutturali», afferma Sospiri, primo firmatario della proposta insieme alla vicepresidente del Consiglio regionale Marianna Scoccia.

Il presidente ricorda come il percorso che ha portato alla riforma affondi le radici nella precedente legislatura, con il lavoro della Commissione speciale d’inchiesta sull’emergenza idrica presieduta da Sara Marcozzi. «Già nella relazione conclusiva di quella Commissione – prosegue Sospiri – emergeva con chiarezza la necessità di intervenire sulla governance del sistema idrico regionale, superando l’eccessiva frammentazione e avviando un percorso di aggregazione dei gestori. Oggi quel lavoro trova finalmente una risposta concreta».

Uno dei nodi centrali riguarda il futuro della gestione del servizio idrico. «Con la scadenza delle concessioni, senza una riorganizzazione il rischio concreto era quello di consegnare la gestione dell’acqua degli abruzzesi nelle mani dei privati. Noi abbiamo scelto una strada diversa: difendere la gestione pubblica, rafforzarla e renderla finalmente più efficiente». Una posizione che Sospiri rivendica come scelta politica e amministrativa di lungo periodo.

La riforma punta a costruire un sistema più solido, capace di programmare investimenti e ridurre sprechi. «Meno frammentazione significa più capacità di investimento, più manutenzione delle reti, meno sprechi e una gestione più efficiente», sottolinea il presidente, che ricorda anche il percorso di ascolto che ha accompagnato l’iter della legge. «Prima di arrivare in Aula abbiamo voluto incontrare e ascoltare tutti: gestori, sindaci, associazioni, organizzazioni sindacali, esperti tra i più autorevoli a livello nazionale, sia nel campo scientifico che istituzionale, e cittadini. Perché una riforma così importante si costruisce con il confronto e con la responsabilità».

Sospiri respinge l’idea che si potesse rinviare ulteriormente. «Sarebbe stato un grave errore, un danno per i cittadini abruzzesi, lasciare tutto fermo e arrivare impreparati alla scadenza delle concessioni, circostanza che avrebbe significato consegnare la gestione dell’acqua ai privati».

La conclusione è un richiamo alla natura strategica della risorsa idrica. «L’acqua è il bene più prezioso che abbiamo. Oggi, grazie alla riforma di cui mi sono fatto promotore e grazie all’incessante lavoro del governo di centrodestra, l’Abruzzo pone finalmente le basi per un sistema idrico più forte, moderno ed efficiente. Investire sulle infrastrutture, garantire qualità del servizio e una tariffa equa, ridurre gli sprechi e costruire un sistema capace di affrontare le sfide future: questa è la scelta che stiamo compiendo nell’interesse di tutti gli abruzzesi».

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