Il sindaco contesta accorpamenti e governance: “Così aumentano le tariffe e si penalizzano i territori virtuosi”
TERAMO – Non è solo una riforma tecnica, ma una scelta che – secondo il sindaco di Teramo – rischia di avere effetti diretti sulle tasche dei cittadini. Gianguido D’Alberto interviene sul riordino del sistema idrico regionale promosso dal presidente Lorenzo Sospiri, esprimendo forte preoccupazione per un iter che, a suo dire, sta procedendo con un’accelerazione accompagnata da modifiche peggiorative.
Al centro delle critiche c’è il possibile impatto sul territorio teramano, “uno dei più virtuosi d’Abruzzo per costi e gestione del servizio”. Proprio per questo, secondo D’Alberto, l’ipotesi di accorpamento sia nella versione dei due sub-ambiti sia in quella del gestore unico non sarebbe affatto neutra: “il rischio è quello di una redistribuzione dei costi che finirebbe per gravare su chi oggi garantisce tariffe più basse e minore dispersione idrica”.
Il nodo non è solo economico, ma anche politico-amministrativo. “Nell’ipotesi dei due sub ambiti, si va a spostare ancora una volta l’asse su L’Aquila e Pescara, a discapito di Teramo e Chieti e lo conferma, tra le altre cose, l’emendamento relativo alla nuova Assemblea dei Sindaci. Il testo originario prevedeva infatti che nel caso della suddivisione in due sub ambiti ogni ASSI fosse presieduta e convocata dal Presidente della Provincia con il maggior numero di abitanti. Con l’emendamento che sarà presentato viene previsto invece che a presiederle sia il Sindaco del Comune demograficamente più grande, che nel caso dei sub ambiti saranno ovviamente Pescara e l’Aquila”.
Per il primo cittadino, inoltre, la riforma non centrerà nemmeno l’obiettivo dichiarato di migliorare il servizio su scala regionale. “Non è la dimensione degli ambiti a fare la qualità – è la linea di fondo – ma le caratteristiche delle reti, gli investimenti e la gestione”. Mettere insieme realtà profondamente diverse, in questa prospettiva, rischia di livellare il sistema verso il basso, premiando le criticità e penalizzando le eccellenze.
D’Alberto respinge anche l’idea di una gestione unica regionale, ritenuta ancora più sbilanciata, così come le ipotesi di collaborazione tra gestori in house, viste come passaggi intermedi verso quella soluzione. “La solidarietà tra territori non può tradursi, ancora una volta, in uno svantaggio per il Teramano, che – conclude il sindaco – rappresenta oggi uno dei modelli più efficienti nella gestione del servizio idrico”.