A piedi dall’Abruzzo al Molise per donare il sangue: un gesto per chiedere la riapertura del ponte Sente

5 Maggio 2026
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Foto: Ansa

Nicola Donatelli, 60enne di Castiglione Messer Marino, ha percorso oltre 22 chilometri tra andata e ritorno per raggiungere l’ospedale di Agnone e lanciare un appello contro l’isolamento delle aree interne

CAMPOBASSO – Ha attraversato a piedi il confine tra Abruzzo e Molise, passando sul viadotto Sente chiuso al traffico da otto anni, per raggiungere l’ospedale di Agnone e donare il sangue. Protagonista del gesto simbolico è Nicola Donatelli, 60 anni, residente a Castiglione Messer Marino, in provincia di Chieti, che ha voluto così richiamare l’attenzione sulla necessità di riaprire il ponte, infrastruttura considerata fondamentale per i collegamenti in quell’area montana.


L’uomo, donatore di sangue dal 1990 prima con l’Avis e poi con la Fidas, ha percorso complessivamente oltre 22 chilometri tra andata e ritorno. Un tragitto scelto non solo per portare avanti un’abitudine solidale che dura da decenni, ma anche per trasformare il proprio impegno in un messaggio pubblico contro l’isolamento dei territori di confine.


“I territori di confine pagano da anni un isolamento che sta svuotando i paesi: negozi che chiudono, economie locali in affanno, comunità sempre più fragili”, ha sottolineato Donatelli, legando il suo gesto alla situazione delle aree interne, dove la mancanza di collegamenti efficienti continua a pesare sulla vita quotidiana dei residenti.
La riapertura del viadotto Sente resta una richiesta sentita da chi vive tra Abruzzo e Molise, dove la chiusura del ponte ha aggravato disagi, tempi di percorrenza e difficoltà nei servizi essenziali.

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