Ferrovia, riparte la storica Sangritana: consegnati i lavori sulla Ateleta–Castel di Sangro

28 Aprile 2026
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Sangritana, consegnati i lavori per il ripristino della storica ferrovia

Marsilio: “Non è solo un cantiere, ma l’avvio di un percorso strategico per la mobilità regionale”. Investimento da 90 milioni per ricucire costa e aree interne

CASTEL DI SANGRO – Sono stati consegnati questa mattina, dal Presidente della Regione Marco Marsilio, i lavori per il ripristino dell’armamento e del segnalamento ferroviario sulla tratta Ateleta–Castel di Sangro, un intervento da 90 milioni di euro finanziato con fondi FSC e affidato alla società regionale TUA. Un passaggio che segna l’avvio operativo del progetto di riapertura dell’intero asse Fossacesia–Castel di Sangro, infrastruttura storica che negli ultimi decenni era stata progressivamente dismessa.

“Non si tratta solo dell’apertura di un cantiere, ma dell’avvio di un percorso strategico per il futuro della mobilità regionale”, ha dichiarato Marsilio, sottolineando come l’intervento rappresenti un tassello di una visione di lungo periodo. “Oggi interveniamo sulla tratta Ateleta–Castel di Sangro, ma il nostro obiettivo è il completamento dell’intero collegamento fino alla costa, non appena saranno conclusi i lavori stradali che attualmente occupano parte del sedime ferroviario fino a Gamberale e successivamente fino ad Archi, dove oggi già arriva il treno da Fossacesia”.

Il progetto punta a ricostruire un’infrastruttura che, a fine Ottocento, rappresentava un modello di modernità e che negli ultimi decenni è stata progressivamente dismessa. “L’obiettivo finale è riaprire l’intera tratta da Fossacesia a Castel di Sangro, restituendo ai cittadini un’infrastruttura storica”, ha aggiunto il presidente, richiamando la necessità di un’integrazione sempre più stretta con la rete nazionale RFI e con i poli urbani e produttivi della Val di Sangro.

Accanto alla funzione trasportistica – pendolari, studenti, lavoratori – la Regione punta anche sulla leva turistica. “Restituiamo una tratta di straordinario fascino: dalla Costa dei Trabocchi si attraversa il Lago di Bomba fino ad arrivare all’Alto Sangro e alle sue montagne. Un’esperienza unica che solo l’Abruzzo può offrire in così pochi chilometri”, ha evidenziato Marsilio.

Secondo le stime regionali, il bacino potenziale coinvolge circa 100 mila cittadini e 21 comuni, con ricadute attese anche sulle aree limitrofe e sui distretti industriali di Lanciano, Casoli e della Val di Sangro. Sul tavolo anche l’ipotesi di un modello di esercizio innovativo, come il sistema tram-treno, in grado di coniugare sostenibilità, flessibilità e integrazione territoriale.

“Stiamo facendo scelte di respiro, investendo con la lungimiranza di chi vuole lasciare un’eredità infrastrutturale importante”, ha concluso Marsilio. “Le aree interne e la montagna sono al centro delle nostre attenzioni. Nonostante le difficoltà orografiche e tecniche, dimostriamo che questi territori non sono marginali, ma centrali nello sviluppo regionale”.

Alla cerimonia erano presenti i sindaci del territorio, tra cui il primo cittadino di Castel di Sangro, Angelo Caruso, il presidente di TUA Gabriele De Angelis e i vertici della società ferroviaria regionale.

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