Caro vita fuori controllo, l’allarme della Cgil: un lusso fare la spesa nella provincia di Chieti

24 Aprile 2026
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spesa al supermercato

Il sindacato parla di situazione insostenibile: “Salari fermi, prezzi alle stelle. Sempre più famiglie in difficoltà”

CHIETI – Fare la spesa è diventato un lusso sempre più difficile da sostenere per molte famiglie della provincia di Chieti. A lanciare l’allarme sono la Cgil Chieti e la Filcams Cgil Chieti, che parlano di una situazione ormai insostenibile, emersa dall’ascolto quotidiano di lavoratori, pensionati e cittadini.


Il quadro descritto dai sindacati è netto: si lavora, si fanno sacrifici, ma non basta più per vivere con dignità. Negli ultimi tre anni, sottolineano, l’inflazione è cresciuta del 17%, mentre salari e pensioni sono rimasti sostanzialmente fermi, incapaci di tenere il passo con l’aumento del costo della vita.


A pesare maggiormente sono i beni essenziali. Pane, latte, pasta, carne, frutta e verdura — prodotti che dovrebbero essere accessibili a tutti — diventano ogni giorno più cari. Una dinamica che costringe molte famiglie a ridurre quantità e qualità del cibo, con ripercussioni non solo economiche ma anche sulla salute e sul benessere.


I dati confermano il trend. In Abruzzo il 10,1% delle famiglie vive in condizioni di povertà relativa secondo gli ultimi dati Istat disponibili (2024). A livello locale, la Caritas diocesana di Chieti-Vasto assiste oltre 2.000 famiglie e segnala un aumento del 62% degli utenti rispetto al 2014. Tra questi, cresce in modo significativo la presenza di lavoratori poveri, mentre il tasso di disoccupazione tra gli assistiti sfiora il 47,9%.
“Non è accettabile — sottolineano i sindacati — che lavoratrici, lavoratori e pensionati siano costretti a scegliere tra pagare una bolletta o riempire il carrello della spesa”.

Una condizione che, denunciano, mette in discussione i principi stessi di uno Stato fondato sul lavoro e sulla solidarietà.
Da qui la richiesta di interventi urgenti: contenimento dei prezzi dei beni essenziali, controlli contro speculazioni e rincari ingiustificati, misure strutturali di sostegno al reddito e rinnovo dei contratti collettivi con aumenti adeguati al costo reale della vita.

Cgil e Filcams chiedono inoltre l’apertura di un confronto con la grande distribuzione e il settore del commercio per individuare soluzioni che tengano insieme le esigenze di chi lavora e di chi consuma.

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