Par condicio elettorale, il Corecom propone l’archiviazione della segnalazione del M5S contro Masci

3 Marzo 2026
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Il Corecom ha proposto di archiviare la segnalazione presentata dal Movimento 5 Stelle (Sola e Di Corcia) contro il sindaco Carlo Masci all’AGCOM. Dopo aver esaminato i video segnalati, il Comitato ha stabilito che Masci non ha violato le regole della par condicio: i suoi messaggi sono stati giudicati come normale propaganda elettorale e non come un uso scorretto degli uffici del Comune

PESCARA – Il Corecom ha inoltrato all’AGCOM la proposta di archiviazione della segnalazione presentata dai candidati consiglieri del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola e Luigi Di Corcia, nei confronti del sindaco di Pescara Carlo Masci. Le “ripetute violazioni della legge sulla par condicio elettorale da parte del sindaco uscente e candidato Carlo Masci”, denunciate dai pentastellati, non sono state ravvisate dal Comitato regionale per le comunicazioni. Al contrario, nella delibera del 27 febbraio 2026, l’organismo ha riconosciuto che “La distinzione tra sito istituzionale del Comune e sito elettorale del candidato risulta oggettivamente percepibile”.

In sostanza, finché il primo cittadino comunica attraverso i propri profili privati, senza attingere alle risorse finanziarie dell’ente o avvalersi del personale comunale, esercita un legittimo diritto politico. Nonostante i contenuti mostrino una chiara “valorizzazione dell’operato amministrativo”, il Corecom ha precisato che l’articolo 9 della Legge 28/2000 sulla par condicio vincola l’amministrazione pubblica come istituzione, ma non può limitare la persona fisica del candidato, a meno che non si verifichi un uso improprio di simboli o mezzi comunali.

Il fatto che, nel caso di specie, l’ente pubblico e il candidato coincidano nella stessa persona non deve generare equivoci. Secondo il Comitato, infatti: “i contenuti in esame, diffusi tramite canali personali e dichiaratamente elettorali del candidato, non si configurano quali comunicazioni rese dall’Amministrazione in forma impersonale e necessaria, bensì quali interventi collocati nell’alveo della dialettica politico-elettorale, pur aventi ad oggetto la descrizione di interventi amministrativi realizzati nel corso del mandato”.

La segnalazione dei consiglieri puntava il dito contro 15 contenuti, tra video pubblicati autonomamente da Masci sui propri canali social e partecipazioni a trasmissioni televisive locali. Tuttavia, anche su quest’ultimo punto il Corecom ha respinto le accuse, ribadendo che tali interventi rientrano “nella dinamica della competizione elettorale e nell’autonoma attività informativa dell’emittente locale”. La parola passa ora all’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), a cui è stata trasmessa la proposta di archiviazione per la decisione definitiva.

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